"Senza una nuova coscienza noi, da soli, non ce la faremo mai "





Rocco Chinnici

mercoledì 7 marzo 2018

COLPO GROSSO. Palermo, arriva il rinnovo per la cava Italcementi

COLPO GROSSO. Palermo, arriva il rinnovo per la cava Italcementi



Decisione della giunta. Aricò: "Così si salvano i posti di lavoro













"Con grande tempestività e dimostrando una concreta attenzione nei confronti delle realtà produttive siciliane, la giunta regionale guidata da Nello Musumeci ha dato il via libera al rinnovo della concessione demaniale ad uso industriale per la cava di Carini, che sarebbe scaduta il 23 marzo. Un provvedimento indispensabile, che consentirà di giungere pure alla proroga dell'autorizzazione all'estrazione, salvaguardando così un'importante realtà occupazionale". Lo rende noto Alessandro Aricò, capogruppo di DiventeràBellissima 

 all'Assemblea regionale siciliana, che aggiunge: "Ringrazio Musumeci e l'assessore all'Economia, Gaetano Armao, per questo importante provvedimento che avrà ricadute positive per gli stabilimenti Italcementi in Sicilia e l'indotto, in totale circa 500 lavoratori. Le sterili polemiche e i vergognosi e offensivi attacchi personali - conclude il parlamentare - li lasciamo ad altri, noi intanto continueremo a dare risposte concrete di buon governo".   


LA CAVA DI CUI ALL'ARTICOLO SI TROVA SUL TERRITORIO DI TORRETTA E PALERMO
IN CONTRADA PIAN DELL'AIA TRE FINAITE TORRETTA. CAVA CHE E' COLLEGATA DIRETTAMENTE, ATTRAVERSO UN TUNNEL SCAVATO NELLA MONTAGNA, ALLO STABILIMENTO ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE  ( a Carini si trova la cava in contrada MONOSTALLA)  e precisamente.....












UNA DOMANDA DA FARSI: MA QUANTI  SONO I DIPENDENTI  DI ISOLA DELLE FEMMINE CHE DIPENDONO DIRETTAMENTE DALLA ITALCEMENTI? 


24 MARZO 1998 PRESIDENTE DELLA REGIONE ON.LE ANGELO CAPODICASA  FIRMA IL DECRETO 1340  CHE CONCEDE PER ANNI 20  L'AREA DI PIAN DELL'AIA TRE FINAITE  TORRETTA, DESTINAZIONE D'USO INDUSTRIALE. LO STESSO DECRETO STABILISCE CHE ALLO SCADERE DEI 20 ANNI OVVERRO A PARTIRE DAL 23 MARZO 2018 L'AREA CAMBIERA' DESTINAZIONE D'USO BOSCHIVO E SARA' RESTITUIRA ALLA REGIONE SICILIANA 








LA SOPRINTENDENZA NEL DARE IL PARE SUL RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE 16/97-13 PA DEL 19.07.1997  FA PRESENTE LO STATO DI DEGRADO LO STATO DI DEGRADO AMBIENTALE E PAESISTICO.... necessità di procedere al recupero dei caratteri dell'ambiente e del paesaggio, che in atto risultano per la'rea della cava PIAN DELL'AIA TRE FINAITE profondamente alterati e degradati... una situazione ormai trentennale di degrado dei caratteri paesaggistici e percettivi dei luoghi causati dall'attività della cava.......... per la prosecuzione dell'esercizio dell'attività estrattiva, a condizione che la sua conduzione sia finalizzata alla riqualificazione paesistica e ambientale dei sito degradato e venga costantemente conformata alla necessità della tutela del paesaggio VINCOLATO.......









DECRETO DIRETTORE GENERALE DR, SERGIO GELARDI COMPATIBILITA' AMBIENTALE  INCIDENZA CAVA PIAN DELL'AIA TRE FINAITE TORRETTA  SI DECRETA LA SCADENZA  DELL'AUTORIZZAZIONE 23 MARZO 2018 PRESCRIZIONE ALLO SCADERE DEL TERMINE PREVISTO DEL DECRETO  PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA ON.LE ANGELO CAPODICASA1340 1998,, L'AREA DI CAVA PIAN DELL'AIA TRE FINAITE TORRETTA, DOVRA' ESSERE DEL TUTTO RECUPERATA  SECONDO L'ORIENTAMENTO PREVISTO   IN PROGETTO E TENUTO CONTO DELLE ULTERIORI SUCCESSIVE PRESCRIZIONI.
IL PRESENTE DECRETO E' VALIDO SINO AL 23 MARZO 2018 IN COINCIDENZA CON QUANTO PREVISTO DAL DECRETO 1340 1998 





Cementeria di Isola delle Femmine: presidente Musumeci, forse lei è un po’ pasticcione…





Dietro questa storia, che l’attuale Governo regionale sta provando a liquidare come un ritardo della precedente amministrazione, c’è una vicenda un po’ più complicata. Lei, presidente Musumeci, ha la lontana idea dell’inghippo che c’è dietro l’autorizzazione concessa dagli uffici regionali nel 2008?  
Abbiamo capito, presidente Musumeci: d’ora in poi la chiameremo “Nello il dannosello”, perché proprio non ci riesce a combinare ‘inchiappi’. Non le è bastato lo scivolone sull’IVA? Adesso cade pure sulla cementeria di Isola delle Femmine?
Ieri sera appena abbiamo letto il suo comunicato nel quale lei – come si direbbe nella sua Catania – ‘si cassaria tutto’, siamo rimasti un po’ stupiti. Ci eravamo riproposti di chiamare, oggi, la parlamentare nazionale uscente, Claudia Mannino, gran persone per bene, che la storia di questa cementeria la conosce bene, perché vice a Capaci.
Invece Claudia Mannino – che da tempo ha lasciato il Movimento 5 Stelle e in queste elezioni è candidata con i Verdi – ci ha anticipato.
Allora, presidente Musumeci, le raccontiamo cos’ha combinato questa volta. Cominciamo con il suo comunicato di ieri sera, il ‘cassariamento’ della serie quanto sono bravo-quanto sono bello:
“Abbiamo già predisposto una delibera, che sarà discussa nella prossima giunta, per consentire ai dipartimenti regionali ‘Finanze e credito’ e ‘Sviluppo rurale’ di prorogare il contratto di concessione della cava utilizzata a Carini dalla Italcementi. Contemporaneamente, il Corpo regionale delle miniere sta acquisendo tutti i pareri necessari per poter rinnovare l’autorizzazione all’estrazione di materiale, evitando così l’interruzione della produzione nello stabilimento. Quello odierno è, purtroppo, l’ennesimo caso, riscontrato dall’insediamento di questo governo, nel quale l’amministrazione non è stata in grado di dare risposte certe, in tempi celeri, alle legittime richieste provenienti dal mondo del lavoro”.
Vediamo adesso cosa scrive Claudia Mannino. Titolo del comunicato della parlamentare nazionale uscente:
“Musumeci cede al ricatto di Italcementi ma manca l’autorizzazione ambientale”.
Dopo di che arriva il ‘carico’, come si direbbe a briscola:
“Sono senz’altro contenta del fatto che gli operai dello stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine – scrive Claudia Mannino – abbiano salvato il loro posto di lavoro. Al tempo stesso mi chiedo come sia possibile che la politica regionale ceda ad un vero e proprio ricatto, prorogando l’autorizzazione per lo sfruttamento della cava di Carini, senza verificare l’effettivo rispetto delle norme vigenti da parte dell’azienda e la sostenibilità dell’impatto ambientale.La documentazione dell’AIA è del 2008, e quella per cui si richiede il rinnovo non mi risulta riporti all’interno del suo ciclo produttivo questa concessione”.
Ha capito cosa sta combinando, presidente Musumeci?
“In Sicilia la politica industriale non può ridursi esclusivamente all’esecuzione dei diktat di una multinazionale straniera – aggiunge Claudia Mannino – ma deve essere pianificata per creare occupazione nel rispetto del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini. Per queste ragioni sto per inviare una diffida affinché l’intero procedimento di rinnovo dell’AIA includa, seguendo la logica imposta dall’azienda, anche le concessioni subordinate all’attività produttiva. Ai cittadini di Isola delle Femmine do la mia disponibilità ad organizzare un incontro per fare il punto sulla situazione”.
E questo è uno dei problemi. Poi ce n’è un altro: le polemiche – mai sopite – che hanno accompagnato l’autorizzazione ottenuta dalla cementeria nel 2008.
Dice Giuseppe Ciampolillo, coordinatore del comitato cittadino ‘Isola pulita’:
“L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) concessa al cementificio Italcementi del luglio 2008 parte male. Questo perché, nell’istruttoria, nelle varie conferenze dei servizi, non è stato esaminato e analizzato l’intero ciclo produttivo per produrre il cemento. E’ necessaria, invece, in fase istruttoria, un’analisi su tutto il processo produttivo, comprese le cave. E cioè alle cave di Pian dell’Aia, a Torretta e delle cave Monostalla, a Carini. Questo non è stato fatto”.
“Già solo per questo motivo – precisa sempre Campolillo – il procedimento è nullo. Non solo. L’autorizzazione è del 2008. Entro due anni l’azienda avrebbe dovuto effettuare il revamping, ovvero la ristrutturazione, tenendo conto delle indicazioni europee in materia di prevenzione. Il tutto per ridurre le emissioni in atmosfera. Ma questo non è stato fatto. Ciò signfica che, nel  2010, l’Autorizzazione avrebbe dovuto essere dichiarata decaduta. Cosa che noi abbiamo fatto presente”.
“Le centraline per il controllo della qualità dell’aria avrebbero dovuto essere realizzate entro due anni, cioè nel 2010. Invece sono state installate nel 2016. Tra l’altro, si analizza solo la presenza di alcuni inquinanti, non di tutti quelli previsti dalla legge”.
“Poi, per concludere – dice sempre Campolillo – c’è una convenzione ARPA-Italcementi per effettuare le analisi. Sapete chi paga le paga le analisi? L’Italcementi. C’è o no un bel conflitto di interessi?”.
http://www.inuovivespri.it/2018/02/23/cementeria-di-isola-delle-femmine-presidente-musumeci-forse-lei-e-un-po-pasticcione/#_







ITALCEMENTI CAVE
PIAN DELL’AIA TORRETTA MONOSTALLA CARINI URBANISTICAMENTE AREA INTERESSE
INDUSTRIALE   CONVERTITA DA FORESTALE

Cava “Pian dell’Aia – Tre
Finaite” per l’estrazione della roccia calcarea da impegnare nel processo produttivo dello stabilimento Italcementi di
Isola delle femmine Palermo

·     
E’ in corso il procedimento per il rinnovo
dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello Stabilimento ex
Italcementi di Isola delle Femmine, così come previsto dal decreto Legislativo
18 febbraio 2005 n 59/2005, di attuazione integrale della Direttiva
96/61/CE-IPPC.

·     
Il D. Lgs n 59/2005, di attuazione integrale
della direttiva 96/61/CE-IPPC, ha per oggetto la prevenzione
e la riduzione integrate dell’inquinamento
degli Impianti di cui
all’Allegato I dello stesso decreto, nel senso che le
autorizzazioni devono tenere in considerazione le attività dell’intero impianto
,
ossia emissioni nell’aria, nell’acqua, nel suolo, produzione dei rifiuti,
rumore, uso di materie prime, efficienza energetica, prevenzione incidenti,
gestione rischi, gestione delle condizioni diverse da quelle di normale
esercizio (emissioni fuggitive, malfunzionamenti, arresto e avvio impianti)
ecc  (vedasi commento della Direzione
Ambiente UE, 2004).

·     
Il D.Lgs n 59/2005, all’art 2 comma 1c
definisce “Impianto:
l’unità tecnica permanente in cui sono svolte una o più attività elencate
nell’allegato I e qualsiasi altra attività accessoria che siano tecnicamente
connesse con le attività svolte nel luogo suddetto e possano influire sulle emissioni
e sull’inquinamento

·     
Per l’approvvigionamento del “calcare”, che
costituisce la materia prima più rilevante nel processo industriale di
produzione del cemento, viene utilizzata la cava sita in località “Pian
dell’Aia – Tre Finaite” e ricadente nei comuni di Torretta e Palermo, sulla
parte sommitale di un rilievo montuoso denominato “Raffo Rosso” che sovrasta
l’abitato di isola delle Femmine. Tale cava risulta collegata allo stabilimento
principale di Isola delle Femmine attraverso un consistente sistema di tunnel
(tre pozzi e due gallerie) scavati nella roccia, che riescono a coprire un
dislivello di circa 700 metri ed una distanza dell’ordine di due chilometri.
All’interno della cava di “Pian dell’Aia”, oltre alle attività di estrazione,
viene effettuata la frantumazione primaria della roccia calcarea tramite
l’impiego di un frantoio a martelli che produce emissioni i atmosfera. 
                                      
La
frantumazione continua durante il trasporto dalla cava alla cementeria
all’interno delle gallerie che, all’uopo, presentano diversi fornelli con un
punto di emissione in atmosfera e relativo filtro di depolverizzazione; infine
il materiale viene avviato verso la frantumazione secondaria presso l’area
tecnica “raffo e recuperata) e da qui trasportato, attraverso il sovrappasso e
recuperata Raffo  Rosso” (originaria cava
ormai dismessa e recuperata) e da qui trasportato, attraverso il sovrappasso
che insiste sull’autostrada A29, all’interno della Cementeria di Isola delle
Femmine.

L’attività
estrattiva della cava “Pian dell’Aia- Tre Finaite è stata avviata perb effetto
dell’autorizzazione 1/81-1!PA  del
10.11.1981 rilasciata dal Distretto Minerario di Palermo, sulla base del
Decreto del Presidente della Regione Siciliana 206/21 del 20/01/1981 con il
quale un’area di 100 ettari, sita nei comuni di Palermo e Torretta veniva
dichiarata, per un ventennio, d’interesse industriale per l’estrazione del
materiale calcareo  necessario per
l’attività di produzione del cemento dello stabilimento di Isola delle Femmine.

·     
L’attività estrattiva della cava di “Pian
dell’Aia – Tre Finaite” è stata avviata per effetto dell’autorizzazione
1/81-1PA del 10/11/1981 rilasciata dal Distretto Minerario di Palermo, sulla
base del Decreto del Presidente della Regione Siciliana – On.le Mario
D’Acquisto – 206/21 del 20/01/1981 con il quale un’area di 100 ettari, sita nei
comuni di Palermo e Torretta veniva dichiarata, per un ventennio, d’interesse
industriale per l’estrazione del materiale calcareo necessario per l’attività
di produzione del cemento dello stabilimento di Isola delle Femmine;

·     
L’autorizzazione sopra richiamata è stata rinnovata nel 1997 con determinazione distrettuale n 16/97-134 PA
del 10/07/97, con validità 15 anni e con prescrizioni della Soprintendenza ai
beni Culturali ed Ambientali ai fini della tutela paesaggistico-ambientale
dell’area.

·     
Con il decreto del Presidente della Regione
Siciliana n 1340, gr IV/118 del 24/03/1998, viene prorogata la possibilità di
prosecuzione dell’attività estrattiva del sito per un altro ventennio e quindi
fino al 23/03/2018; alla scadenza, come lo stesso D.P.R.S. prevede cessata la
destinazione ai fini industriali, si intenderà ripristinata la destinazione a
fini forestali della zona che verrà, pertanto riconsegnata alla regione
Siciliana, previa ricostituzione dell’impianto boschivo”.
·     
Il sito ricade all’interno di un’area di
elevato rilievo naturalistico-ambientale e risulta sottoposta a tutela in
quanto ricadente all’interno di diversi siti della rete Natura 2000,ai sensi
delle direttive 74/409/CEE e 92/43/CEE (SIC ZPS), ed in particolare:  
      
-
SIC ITA0200233 2 Raffo Rosso, Monte Cuccio, e Valle Sagana   
                                   

ZPS ITA 020049 “Monte Pecoraro e Pizzo Cirina”     
                                                         
-
I.B.A. (iImportant Bird Area) – 155b Monte Pecoraro e Pizzo Cirina.

·     
Il D.M. 17 ottobre 2007, “Criteri minimi
uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali
di conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)” e s.m.i., prevede
per le cave ricadenti all’interno delle ZPS, come nel caso in specie il divieto
di aperture di nuove cave e l’ampliamento di quelle esistenti, prevedendo,
altresì, “che il
recupero finale delle aree interessate dall’attività estrattiva sia realizzato
a fini naturalistici e a condizione che sia conseguita la positiva valutazione
d’incidenza dei singoli progetti ovvero degli strumenti di pianificazione
generali e di settore”.

·     
Il
Dipartimentyo Territorio e Ambiente dell’A.R.T.A. Sicilia con D.D.G. n 245 del
18/05/2010, ha espresso parere favorevole con prescrizioni, comprensivo di
Valutazione d’Incidenza, per il progetto rinnovo con ampliamento
dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva per la cava di “Pian
dell’AIA”, nonostante: 
                                       
- i dettami della lettera “n” comma 1 art 5
del sopracitato D.M. 17 ottobre 2017;     
   
- la conclusione negativa della valutazione
d’Incidenza in quanto “la
coltivazione comporterà la sottrazione di habitat comunitario 5330
Arbusteti termo-mediterranei e pre-steppici (nel dettaglio 5331 Formazioni ad
Euphorbia dendroisdes , così come riscontrabile dalla carta degli habitat a
corredo del piano di gestione)”;

- La mancanza
dei pareri della Provincia regionale di Palermo ed i Comuni di Palermo e
Torretta, 

- La mancanza
del parere del Servizio 6 – Protezione Patrimonio naturale ai sensi del D.A. 30
marzo 2007 e s.m.i.

Il
giudizio di compatibilità positivo riguarda la quota parte attuabile entro i
limiti temporali dettati dal D.P.R.S. n 1340/1998  E
PREVEDE, TRA L’ALTRO, L’ATTUAZIONE DI SPECIFICI INTERVENTI VOLTI AL RECUPERO
AMBIENTALE DEL SITO MEDIANTE L’IMPIANTO DI ESSENZE ARBOREE E ARBUSTIVE CON
PREVENTIVA MESSA IN OPERA DI UNO STRATO DI TERRENO VEGETALE SENZA SOLUZIONE DI
CONTINUITA’  E CON SPESSORE NON INFERIORE
AL METRO, L’INTRODUZIONE DI ESEMPLARI DI Euphoria dendroides  SECONDO LA DISTRIBUZIONE DELLA SPECIE MEDESIMA
ATTUALMENTE RISCONTRABILE IN SITO, LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI RACCORDO E
IMMISSIONE NEGLI IMPLUVI NATURALI DELLE ACQUE METEORICHE EFFLUENTI DELL’AREA DI
CAVA, LA PRODUZIONE DI UNA RELAZIONE ANNUALE CON LA DETTAGLIATA DESCRIZIONE E
RELATIVA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DI TUTTI GLI INTERVENTI DI RECUPERO
AMBIENTALI REALIZZATI.

·     
In data 15 ottobre il Corpo Forestale della
regione siciliana – Dipartimento di Palermo – Falde, trasmette un verbale da
cui si evince che, a seguito di un sopralluogo congiunto con i funzionari della
ditta Italcementi effettuato il 30 settembre 2010, per il rinnovo del nullaosta
per l’esercizio della cava, emergevano delle situazioni problematiche per
quanto concerne, in particolare, la recinzione perimetrale della cava ed i
gradoni realizati alle pendici di cava esaurite che risultavano i precario
stato di consolidamento, non ancora rimboschiti e prive di ogni opera di
sistemazione montana.

·     
In data 25 novembre 2010, la Soprintendenza
ai beni Culturali ed Ambientali, con nota n 1312/IX del 25 novembre 2010,
rilascia il proprio parere di competenza , ai sensi degli artt 146  e 152 del D.Lgs, n 42/2004, sul progetto di
rinnovo dell’autorizzazione  n. 16/97 –
134 PA del 19 luglio 1997 per l’esercizio della cava di calcare di “Pian
dell’Aia”. La Soprintendenza , “non potendo ignorare l’esistenza di una situazione ormai
trentennale di degrado dei caratteri paesaggistici e percettivi dei luoghi
causato dall’attività estrattiva della cava”,
esprime parere favorevole al rinnovo
dell’autorizzazione
“ a condizione che la sua conduzione sia finalizzata alla
riqualificazione paesistica e ambientale del sito degradato e venga
costantemente conformata alla necessità della tutela del paesaggio vincolato”
 e prevede, nell’ambito dello stesso documento,
l’esecuzione di numerose prescrizioni integrative al D.D.G. di A.R.T.A. Sicilia
n 245 del 18 marzo 2010 volte ad un’efficace azione di ripristino
naturalistico. Inoltre si prescrive alla Società esercente, entro il 30
novembre di ogni anno, di produrre apposita relazione, corredata di
documentazione fotografica ed elaborati cartografici, che riporti la
descrizione delle opere realizzate e la programmazione di quelle previste per
l’anno successivo.

·     
Il Piano regionale dei materiali da cava e
materiali lapidei di pregio, approvato con Decreto del Presidente della regione
Siciliana n 19 del 3 febbraio 2016, la cava di Pian dell’Aia – Tre Finaite (cod
PA 049) è stata considerata come “area di
completamento”
, tenuto
conto della situazione vincolistica della zona.

Alla luce di quanto sopra
indicato, si chiede:

-    Di
tenere in considerazione le tematiche inerenti l’attività di estrazione della
materia prima calcarea nell’ambito del procedimento per il rinnovo dell’A.I.A.,
attualmente in corso di svolgimento, sul disposto dagli art 1 e 2 del D.Lgs n
59 del 2005, in quanto le attività di estrazione e frantumazione della roccia
calcarea svolte nella cava di “Pian dell’Aia” e lungo l’impianto di
collegamento/trasporto sono, tecnicamente connesse con le attività svolte nel
luogo di produzione primario di Isola delle Femmine e possono influire sulle
emissioni e sull’inquinamento oltre a costituire un’importanza significativa in
quanto hanno luogo in aree sottoposte a tutela ambientale e vincolo
paesaggistico ed idrogeologico;

-    Di
conoscere lo stato di ripristino e riqualificazione paesistica e ambientale
della cava di “Pian dell’Aia – Tre Finaite” in vista della ormai prossima
scadenza del D.P.R.S. n 1340,gr.IV/118 del 24 marzo 1998 e degli esiti della attività
ispettive e di controllo svolte dagli Enti preposti negli anni successivi
all’ultimo rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività estrattiva;

-    Se è
stata valutata la possibilità di reperimento di siti alternativi per
l’estrazione del calcare in considerazione della presenza dei numerosi siti
della rete Natura 2000, istituiti nell’area ai sensi delle direttive 79/409/CEE
ed in relazione alle scadenze delle autorizzazioni/concessioni di cava, al fine
di assicurare l’approvvigionamento della roccia calcarea, che rappresenta la
materia prima più importante nel processo di produzione del cemento e garantire
la prosecuzione dell’attività industriale e la salvaguardia dei livelli
occupazionali dello Stabilimento di Isola delle Femmine.

“Pian dell’Aia” è una cava di calcare
sita in prossimità della cima dell’altopiano chiamato “Serra Tre Finaite”,
all’interno del sito Natura 2000 codice ITA020049 “Monte Pecoraro e Pizzo
Cirina”.
Il progetto di coltivazione prevede uno
sviluppo della cava dall’alto verso il basso a gradoni discendenti di altezza
limitata.
Il calcare è frantumato direttamente in
cava e raggiunge la cementeria di Isola delle Femmine mediante un sistema di 3
pozzi e 3 nastri trasportatori. La cava di Pian dell’Aia si trova su terreni di
proprietà Demaniale.
Quando la coltivazione di un settore di
cava è terminata e viene raggiunta la morfologia definitiva delle scarpate, si
procede alle operazioni di recupero ambientale, contemporaneamente ai lavori di
coltivazione di altri settori di cava non ancora esauriti.
Per realizzare il recupero ambientale si
procede per fasi:
·        
sagomatura delle scarpate finali con
creazione di una inclinazione naturale (30°-35°) con scarpate a inclinazione
maggiore;
·        
ove previsto dal progetto, riporto di
terreno vegetale sulla scarpata finale (di norma 25-30 cm);
·        
idrosemina o semina a spaglio e, a
distanza di due anni dalla fine dei lavori, piantumazione di arbusti o alberi
di specie scelte tra quelle indicate nel progetto autorizzato.
Habitat, flora & fauna
description: 
Attorno all’ambito di cava sono presenti
habitat, flora e fauna protetti e identificati nelle schede del sito Natura
2000 ITA020049 ma non ne è nota la loro presenza all’interno dell’ambito di
cava.
Precedenti progetti finalizzati alla
biodiversità
È in atto uno studio sulla biodiversitá
all’interno e all’esterno dell’ambito di cava.


AIA - Autorizzazione Integrata AmbientaleIn questa sezione verranno pubblicati gli elaborati relativi ai progetti interessati dalla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale e che, a norma di legge, devono essere resi noti.

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CT51vas01 - Comune di Tremestieri Etneo (CT)Variante al Piano Regolatore GeneraleTREMESTIERI ETNEO
ECOFARMA SRL PA22 IPPC2Impianto di termodistruzione rifiuti nel Comune di Carini (PA).CARINI30/01/2013
FMG srlDiscarica per rifiuti speciali non pericolosiPRIOLO GARGALLO20/02/2013
GERRATANA BLANCO SRLIMPIANTO PER L'ALLEVAMENTO INTENSIVO DI POLLAMEMODICA11/12/2015
GESPIImpianto di termodistruzione di rifiutiAUGUSTA20/11/2012
ITALCEMENTIRINNOVO AIA CEMENTERIA DI ISOLA DELLE FEMMINEISOLA DELLE FEMMINE25/07/2014
ITALCEMENTI spaRiesame con valenza di rinnovo del DRS 693/2008ISOLA DELLE FEMMINE23/10/2015




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Numero 01006/2017 e data 14/12/2017 Spedizione







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REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 14 novembre 2017


NUMERO AFFARE 00175/2017
OGGETTO:
Presidenza della Regione Siciliana - Ufficio legislativo e legale


Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana proposto da ITALCEMENTI s.p.a. avverso il d.P.Reg.Sic. n. 19 del 3.02.2016, di approvazione dei Piani regionali dei materiali di cava e dei materiali lapidei di pregio.
LA SEZIONE
Vista la relazione n. 21167/184.16.8 del 18.09.2017 con cui la Presidenza della Regione Siciliana – Ufficio Legislativo e Legale ha chiesto il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa sull’affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Roberta Serafini;


Premesso e considerato
1. La società ITALCEMENTI s.p.a., con raccomandata a r. del 18.06.2016, ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana per l’annullamento del d.P.Reg.Sic. n. 19 del 3.02.2016 (GURS n. 8 del 19.02.2016), di approvazione dei piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio nella parte in cui ricomprende, nelle “aree estrattive di completamento”, la cava di calcare denominata “Pian dell’Aia”, sita nei Comuni di Palermo e Torretta (PA), nonché, ove occorra, della deliberazione della Giunta regionale n. 5 del 21.1.2016 e di tutti i pregressi atti endoprocedimentali.
2. La ricorrente esercita l’attività estrattiva, necessaria per l’approvvigionamento della propria cementeria di Isola delle Femmine, in base all’autorizzazione del Distretto minerario di Palermo del 19.07.1997. L’area della cava, di proprietà demaniale, è stata dichiarata di interesse industriale e data in concessione alla ITALCEMENTI, con d.P.Reg.Sic. n. 1340 del 24.03.1998. Tale dichiarazione, secondo l’interessata ha consentito di superare il divieto di ampliamento di cui al D.M. Ambiente del 17.10.2007, dovuto alla presenza della zona protezione speciale (ZPS), anche se la durata ventennale della concessione ha comportato una limitazione della durata temporale del giudizio di compatibilità sul progetto di coltivazione e recupero ambientale, comunque positivamente reso dal Dipartimento regionale dell’ambiente, con decreto del 18.05.2010. L’attività estrattiva è proseguita, dapprima in base a specifica autorizzazione, per un triennio, rilasciata ai sensi dell’art. 7 delle Norme Tecniche Transitorie (NTA) al Piano Cave del 2010 (provvedimento n. 09/12-134 R1 PA del 16.04.2012) e, da ultimo, dopo l’annullamento del Piano a seguito di ricorso straordinario proposto dall’Associazione Legambiente Sicilia, in forza di un’autorizzazione, rilasciata per il completamento del programma di coltivazione della cava, fino al 23.03.2018 (n. 03/15-134 R2 PA del 10.03.2015).
Riferisce la ricorrente che, a seguito dell’intervenuta l’approvazione, nel 2016, dei Piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio, la cava è stata compresa tra le “aree estrattive di completamento”, e tale inclusione impedirebbe il rinnovo dell’autorizzazione che è prevista, ai sensi dell’art. 31 delle NTA del provvedimento impugnato, esclusivamente per le aree di completamento ricadenti fuori dalle aree sottoposte a vincoli ambientali (a distanza tale da non interferire con aree ZPS, SIC e IBA).
3. La ricorrente deduce i seguenti motivi di ricorso:
I. Violazione e falsa applicazione degli artt. 6 e 7 della l.r. n. 127/1980, nonché degli artt. 2 e 3 della l.r. n. 5/2010;
II. Violazione e falsa applicazione dell’art. 14 del d.lgs. n. 152/2006 e degli artt. 3, 10 e 11 della l.r. n. 10/1991;
III. Violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 6 della l.r. n. 10/1991. Eccesso di potere per carenza di adeguata istruttoria, difetto di motivazione, travisamento dei fatti ed illogicità manifesta.
4. Con nota n. 133 del 3.01.2017, il Dipartimento dell’energia dell’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità ha trasmesso le proprie osservazioni, di cui all’art. 9 del d.P.R. n. 1199/1971, unitamente a documentazione utile alla trattazione del presente gravame.
5. La ricorrente, il 23.10.2017, ha presentato memoria di replica alla relazione con cui l’Ufficio legislativo e legale relaziona sul ricorso (nota n. 21167/184.16.8 del 18.09.2017), concludendo per l’infondatezza dei motivi dedotti.
6. Il ricorso è ricevibile in quanto presentato entro il termine di 120 giorni decorrenti dal 19.02.2016, data di pubblicazione del decreto nella GURS.
7. Questo Collegio ritiene, tuttavia, necessaria un’integrazione dell’istruttoria, al fine di acquisire notizie circa la quantità del materiale lavorato negli ultimi cinque anni (indicando la produzione annuale) e circa le prospettive di una eventuale ulteriore utilizzazione del sito sia in termini temporali che in relazione alla quantità di materiale estraibile.
Occorre inoltre che vengano trasmesse le decisioni con cui in accoglimento di un ricorso di Legambiente sono stati annullati i provvedimenti con cui erano stati annullati i precedenti Piani di cava, menzionate a pag. 3 del ricorso straordinario.
8. L’Ufficio riferente, dopo aver verificato l’esistenza di eventuali sopravvenute circostanze utili alla definizione del presente gravame, provvederà a trasmettere quanto richiesto in tempo utile per l’adunanza del 10 aprile 2018.
P.Q.M.
Il Consiglio, impregiudicata ogni questione in rito e nel merito, invita l’Amministrazione a provvedere agli adempimenti istruttori di cui in motivazione nelle forme e nei termini ivi previsti, rinviando l’esame del ricorso all’adunanza del 10 aprile 2018.


L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Roberta SerafiniRosanna De Nictolis
IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo

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COLPO GROSSO. Palermo, arriva il rinnovo per la cava Italcementi

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