"Senza una nuova coscienza noi, da soli, non ce la faremo mai "





Rocco Chinnici

sabato 24 maggio 2014

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: ISOLA DELLE FEMMINE Mafia: Crocetta, entro giugno ...

Strage di Capaci, Tina Montinaro: «Basta antimafia da parata»

Tina Montinaro dice basta all’«antimafia da parata» dei politici. «Che dicano chiaramente Non ce ne frega un accidente della memoria di quel giorno, di rendere onore al sacrificio di cinque persone morte mentre servivano lo Stato”»

Tina Montinaro

Tina Montinaro
Tina Montinarola vedova di Antonio Montinaro, il caposcorta di Falcone ucciso nella strage di Capaci e presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici, in una nota bacchetta le istituzioni e la classe politica regionali: «Anche quest’anno le istituzioni regionali e la classe politica siciliana si sono contraddistinte per il manifesto disinteresse verso la memoria diAntonio MontinaroVito Schifani e Rocco Di Cillo, i tre poliziotti morti il 23 maggio del 1992 sull’autostrada A29, insieme al giudice Giovanni Falcone e a sua moglie Francesca Morvillo. Ci auguriamo – scrive Tina Montinaro – che, per conservare un briciolo di coerenza e onestà intellettuale, non sfoggino la solita retorica del ricordo, buona solo a far passerella sul palcoscenico dell’antimafia parolaia». La vedova Montinaro sottolinea come sia dal 2012 che «si attende che partano i lavori per la realizzazione del Parco della memoria Quarto Savona 15, quello spazio che doveva nascere sul tratto della A29 che collega Capaci a Palermo dove è avvenuto l’attentato e in cui avrebbe potuto trovare una degna collocazione il relitto dell’auto su cui viaggiavano mio marito Antonio, Vito e Rocco. Avevamo avuto l’assicurazione dall’allora governatore Raffaele Lombardo che ci sarebbero stati i finanziamenti, ma oggi non si trova nè la delibera promessa nè i finanziamenti, ai quali avrebbe partecipato anche l’Anas». Le risposte mancate, non riguardano soltanto il precedente governatore della Sicilia. Tina Montinaro spiega di aver chiesto «più volte all’attuale presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, di incontrarmi per fare chiarezza ma è stato tutto inutile, come vane sono state le rassicurazioni di molti politici, pronti, solo a parole, a farsi promotori dell’avvio dei lavori». 
La vedova del caposcorta di Giovanni Falcone, se questi sono i risultati dell’interesse della politica a perseguire un percorso della memoria, chiede ai politici di dire chiaramente «”Non ce ne frega un accidente della memoria di quel giorno, di rendere onore al sacrificio di cinque persone morte mentre servivano lo Stato”. Sarebbe quanto meno un atto di coraggio».

http://100passijournal.info/strage-di-capaci-tina-montinaro-basta-antimafia-da-parata/

Mafia: Crocetta, entro giugno firma per Giardino della memoria











Palermo, 21 mag. - (Adnkronos) - "I lavori di riqualificazione del Giardino della memoria 'Quarto Savona Quindici' sono stati già definiti il 5 marzo scorso con il direttore compartimentale dell'Anas e con il commissario straordinario di Isola delle Femmine, Matilde Mulé". Così il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, risponde a distanza a Tina Montinaro, presidente dell'associazione Quarto Savona Quindici e moglie di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, ucciso nella strage di via D'Amelio. Oggi la vedova dell'agente di scorta aveva denunciato il mancato avvio dei lavori del Parco della Memoria 'Quarto Savona 15', che sarebbe dovuto nascere sul tratto della A29 tra Capaci a Palermo, teatro dell'eccidio. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2012, denuncia Montinaro. Adesso dal governatore Crocetta arriva la rassicurazione. La Regione, infatti, ha recuperato lo stanziamento dell'importo necessario, pianificato con il direttore Tonti dell'Anas "le modalità di realizzazione e la sinergia da attuare". I primi di giugno la convenzione sarà sottoscritta dallo stesso presidente della Regione, dal Comune di Isola delle Femmine, dal prefetto di Palermo e dal direttore regionale dell'Anas. L'intervento per la realizzazione del nuovo parco urbano "Quarto Savona Quindici" ovrà essere concluso entro 90 giorni dall'affidamento dei lavori. "E' di tutta evidenza - conclude Crocetta - che l'impegno e l'azione dell'amministrazione regionale e di questo governo, restituire non soltanto il doveroso decoro ad un luogo simbolo per tutta la Sicilia e l'Italia, ma anche conservare e rinnovare ogni giorno la memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e tutti gli uomini uccisi barbaramente dalla mafia, dando anche il giusto riconoscimento alle famiglie per il loro doloroso sacrificio".

(21 maggio 2014 ore 17.16)

http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/-/4502818 









CASI EMBLEMATICI

Il Giardino della memoria
‘Quarto Savona  Quindici’  -  Lottizzazione ‘LA PALOMA’
  All’inizio dell’anno in corso, in vista
delle cerimonie commemorative per il trentesimo anniversario della Strage
di  Capaci,  nella  quale rimasero uccisi i giudici
Giovanni  FALCONE  e  la  moglie  Francesca MORVILLO,
insieme  agli  uomini  della  scorta,  lo  scrivente 
venne interessato dalla vedova di uno degli agenti coinvolti e dal 
Sindaco di Isola delle Femmine, “Omissis”, ai fini  della 
sottoscrizione  di una ‘Convenzione per la riqualificazione del Giardino
della  Memoria’ nella zona immediatamente sottostante il sedime
autostradale dove  si era verificato l’attentato. Lo scopo era quello di
dar  vita  ad  una sorta di monumento  alla 
memoria  delle  vittime,  anche  attraverso l’esposizione
permanente del relitto dell’autovettura coinvolta nella strage 
(denominata  in  codice,  per   L’appunto,  
‘Quarto   Savona Quindici).  L’iniziativa,  inoltre, 
appariva  al  Sindaco  “Omissis” particolarmente 
significativa  della  posizione  di  condanna  
alla criminalita’ organizzata assunta dalla  sua  amministrazione 
che,  a tale scopo, aveva messo a disposizione l’area di proprieta’ 
comunale gia’  destinata  a  verde  pubblico, 
sulla  base  di  un  piano   di lottizzazione
approvato dal Comune  alla  fine  degli  anni 
‘70.  Il finanziamento  per  la  realizzazione 
dell’opera,  quantificato   in 600.000,00 euro, era stato richiesto
alla  Presidenza  della  Regione Siciliana ed all’ANAS S.p.A.,
che si  sarebbe  occupata  anche  della redazione del
progetto oltreche’ della esecuzione dei lavori.

Essendo frattanto
intervenuto il decreto Ministeriale di  delega  per

l’accesso ispettivo
presso il  Comune  di  Isola  delle  Femmine, 
Loscrivente  ha  ritenuto  opportuno  di  non 
dar  piu’  seguito  alle insistenti richieste per la
sottoscrizione del citato protocollo;  e’ stato tuttavia richiesto
alla  Commissione  d’indagine  di  estendere l’attivita’ di
analisi anche al procedimento per la  realizzazione  e l’attuazione
del plano di lottizzazione di quell’area, denominato ‘LA PALOMA’ (dal nome
della contrada dove insiste  il  lotto  di  terreno
interessato), allo scopo di verificare  il  rispetto 
degli  obblighi imposti  dalla  convenzione 
sottostante  il  predetto   piano,   con
particolare  riguardo  all’avvenuto  assolvimento 
degli   oneri   di urbanizzazione  da 
parte   dei   lottizzanti   e  
della   effettiva realizzazione delle opere di urbanizzazione
secondaria da parte dello stesso Comune.

La Commissione
ha,  pertanto,  sottoposto  ad  analisi  il 
carteggio rinvenuto all’interno del fascicolo denominato  “Lal 
l’IZZAZIONE  LA PALOMA”, custodito presso l’ufficio urbanistica del
Comune  di  Isola delle Femmine.
L’esame degli atti
prodromici alla realizzazione del  suddetto  piano di lottizzazione,
dei contenuti dell’atto di convenzione e degli atti con cui l’amministrazione
comunale  ha  rilasciato  agli  istanti  le singole
concessioni edilizie, ha messo in luce, intanto,  che  si  e’
trattato  di  una  grossa  operazione  
di   speculazione   edilizia, caratterizzata da successivi
atti di  compravendita  con  progressivo innalzamento dei
prezzi.
Dal punto di vista
piu’ specificamente urbanistico, tramite il  piano di lottizzazione
“LA  PALOMA”,  l’amministrazione  ha  concesso  agli
istanti la facolta’ di procedere ad un piano esteso  di  edificazione
ottenendo in cambio,  a  favore  della 
collettivita’:  le  opere  di urbanizzazione primaria, alcuni
appezzamenti di’ terreno  insieme  al versamento di contributi quali
oneri per le opere  di  urbanizzazione secondaria che sarebbero state
realizzate in un  secondo  momento  da parte della stessa
amministrazione.
L’area destinata alla
realizzazione  delle  opere  di  urbanizzazione secondaria
era proprio quella corrispondente alla porzione di terreno immediatamente
sottostante l’autostrada  A29,  che  nel  maggio  1992
sarebbe stata testimone della strage di Capaci, sulla quale il Comune avrebbe
dovuto realizzare una scuola, un parcheggio a servizio  delle villette del
complesso edilizio, e curare la  rimanente  parte  quale verde
pubblico.
In  esito 
ad  apposita  indagine  effettuata  sulla  base 
dei  dati catastali desumibili dagli atti d’ufficio e’ emerso 
che  per  l’area interessata gli intestatari risultano 
essere  ancora  i  lottizzanti originari e non e’ stato 
evidenziato  alcun  atto  posto  in  essere
dall’amministrazione comunale volto a modificare la titolarita’ della stessa;
aI riguardo, il fatto che il  Comune  negli  anni 
non  abbia posto in essere gli atti finalizzati alla voltura in suo favore
delle stesse non sembra giustificabile  se  non  con 
un  atteggiamento  di generale disinteresse.
Si e’ 
proceduto,  altresi’,  ad  un  controllo  “a 
campione”  delle costruzioni edificate all’interno della lottizzazione
PALOMA  intorno agli armi ‘90, avendo quale riferimento i lotti
 prospicienti  l’area individuata per la realizzazione del c.d.
“GIARDINO DELLA MEMORIA”  - verificando anche  i  profili 
soggettivi  dei  concessionari  ed  il regolare versamento
degli oneri di urbanizzazione a loro  carico.  Da tale analisi e’
emerso un dato assai interessante che si riassume  in una 
generale   situazione   di   inadempienza  
agli   obblighi   di comunicazione, specie per quanto
attiene  l’indicazione  dell’impresa esecutrice dei lavori e del
direttore  dei  lavori;  notizie  che  si riscontrano
invece con riferimento ai lotti piu’ distanti  da  quella zona.
Per quanto 
attiene,  inoltre,  alla  verifica  dell’ottemperanza 
al versamento degli oneri di urbanizzazione, la  situazione 
riscontrata ha fatto registrare una condizione di generale ritardo nei 
pagamenti oltreche’ di mancato completamento dei versamenti stessi (circostanzache 
avrebbe  dovuto  impedire  il  rilascio  
del   certificato   di agibilita’), a fronte del quale non
risulta che l’amministrazione  si sia attivata per il recupero dei suoi
crediti.

Del resto, non
risulta nemmeno che il Comune abbia  posto  in  essere alcun
adempimento per la realizzazione delle opere di  urbanizzazione secondaria
previste sull’area in  questione:  non  e’  stata 
infatti trovata alcuna traccia della  volonta’  di  realizzare 
la  scuola  e l’area appare in condizioni  di 
sostanziale  abbandono.  Sotto  tale profilo, non e’ difficile
ipotizzare  che,  anzi,  la  sottoscrizione
della   ‘Convenzione’   sotto   il  
patrocinio   della   Prefettura, probabilmente, 
avrebbe  potuto  consentire  di  
realizzare   quegli interventi che nel corso di  tanti 
anni  l’amministrazione  non  era stata in grado di realizzare,
anche  in  “variante”  dello  strumento urbanistico
vigente.

La vicenda e’ rimasta
priva di definizione,  ma  rileva  la  condotta
omissiva  del  Comune,  a  favore  di 
privati  (alcuni   dei   quali controindicati) e a
scapito della cosa pubblica.




GAZZETTA UFFICIALE 279 29 NOVEMBRE 2012  PAG 65 66 67 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE 


























IL 24 MAGGIO 2013 SUCCEDEVA...........


capaci-auto-commemor


La delusione della vedova Montinaro: “Solo al Nord vogliono l’auto della strage”

La blindata sarà esposta in quaranta comuni tra Emilia Romagna e Veneto
di Romina Marceca - 24 maggio 2013


Sono gli indignati delle commemorazioni. Stanchi delle parate ufficiali, delle «frasi di circostanza e delle «lacrime a orologeria». Dal magistrato alla vedova dell’agente di scorta e fino ai poliziotti che, dopo le cerimonie, si ritrovano a combattere contro i tagli previsti dallo Stato.


Tina Martinez, vedova di Antonio Montinaro, il caposcorta del giudice Falcone, per la prima volta non ha partecipato a Palermo alle commemorazioni della strage di Capaci. Prima di salire sull’aereo per Verona si è sfogata: «È una vergogna. Sarò in giro tra 40 comuni del Veneto e dell’Emilia per esporre la macchina blindata recuperata dal luogo della strage e che a Palermo nessuno vuole. Da due anni lotto per ottenere un giardino della memoria a Isola delle Femmine, mi è stato risposto che in quel Comune ci sono state infiltrazioni mafiose». Replica il commissario straordinario Vincenzo Covato: «La pratica non è chiusa ed è all’esame della commissione straordinaria».




«Nessuno in Sicilia mi ha invitata alle commemorazioni e invece al nord hanno finanziato il viaggio dell’auto per commemorare i nostri morti», aggiunge Tina Martinez, fondatrice dell’associazione «QuartoSavonaQuindici », dalla sigla della squadra che proteggeva Falcone. «Dopo 21 anni — dice — non abbiamo un’unica verità e restano solo la retorica e le parate ufficiali. I giovani sono la mia ultima speranza, per questo vado nelle scuole».




Anche il giudice Piergiorgio Morosini non ha partecipato alle commemorazioni. Ieri era nel suo ufficio del Tribunale tra le carte del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. «Su Capaci ci sono ancora pezzi mancanti e la verità giudiziaria venuta a galla finora è una verità parziale. Questo non è rassicurante in uno Stato democratico. Penso che trascorrere anche queste giornate di ricordo al proprio lavoro è il modo migliore per onorare la memoria dei nostri caduti. Sarebbe bene mettere da parte i gossip sui processi e dedicarsi invece agli eventi di cui i processi si occupano».




Antonio Ingroia, invece, ha scritto su Facebook: «Ricordo Giovanni Falcone sempre, perché è stato uno dei miei maestri. Provo amarezza perché nell’anniversario lo piangono tutti ma poi i suoi insegnamenti e i suoi moniti a vigilare sulle collusioni tra affari, politica e criminalità organizzata vengono sistematicamente dimenticati».




Ieri alla caserma Lungaro, per la deposizione della corona di fiori, erano pochi i parenti dei tre agenti di scorta uccisi nel 1992. Tra questi c’era Alba Terrasi, convivente di Rocco Dicillo: «Si ricorda e si prova rabbia per quella verità che non arriva». Indignati anche i sindacalisti della polizia. «Ai vivi chi ci pensa? — si chiede Mimmo Milazzo, segretario generale Consap — Lo Stato sta decidendo di alzare l’età pensionabile e mancano i mezzi». «L’ultimo taglio — aggiunge Giovanni Assenzio, segretario generale Siulp — è di duemila ore di straordinario. Il reparto scorte ha metà delle blindate ferme e da dicembre non viene pagato lo straordinario “Emergenza Africa” ai poliziotti del reparto mobile».





La Repubblica





TINA
MONTINARO LA MAFIA A ISOLA è SEMPRE ESISTITA

 

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/tina-montinaro-la-mafia-isola-e-sempre.html

 

20 ° anniversario della strage di Capaci.

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/20-anniversario-della-strage-di-capaci.html

 

Noi
e la paura, lettera a Giovanni Falcone

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/noi-e-la-paura-lettera-giovanni-falcone.html

 

"S"
maggio 2012 L'ISPEZIONE
A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO









Il PROFESSORE. “ la notizia mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno “









CERTO E’ COMPRENSIBILE Si fa fatica a “leggere” i fatti ciò che ci circonda quello che avviene, si fa fatica ad osservare ed interpretare la realtà, quando in genere si è occupati a fare altro……….














SUCCEDE che l’omicidio avvenuto ad Isola delle Femmine di Pietro Enea nel lontano 1982 ad oggi non abbia trovato il colpevole di quest’efferato omicidio


SUCCEDE ad Isola delle Femmine, un’area di 1.800 metri quadri (vedasi Conferenza di servizi conclusa il 29/10/2001) destinato alla rimessa e deposito del Cantiere del Raddoppio ferroviario S.I.S. sia CONCESSA da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola un’area di dieci volte superiore con la costruzione di un’industria di Calcestruzzi

SUCCEDE ad Isola delle Femmine, nell’ottobre del 2006, in Piazza Umberto arresto del boss latitante Salvatore Alfano importante esponente della famiglia mafiosa Della Noce
SUCCEDE che due imprenditori scompaiano da Isola delle Femmine e non ne sappia più nulla.
SUCCEDE  che ad Isola delle Femmine in vari blitz dei Carabinieri e della Guardia di Finanza siano sequestrati beni appartenenti a famiglie mafiose
SUCCEDE  che il territorio d’Isola delle Femmine veda la presenza di mafiosi arrestati nell’operazione ADDIO PIZZO 5
SUCCEDE  che le elezioni amministrative del 2009 per Sua stessa ammissione siano inquinate per intervento della mafia.   Lei si era accorto di ciò, vedasi delibera 52 dell’anno 2009.
SUCCEDE  che Isola delle Femmine ad oggi 2012 non si sia dotato di un moderno Piano Regolatore Generale (è in vigore quello del 1977)
SUCCEDE  un’area destinata alla costruzione di una pubblica VIA sia destinata alla costruzione di un “Parco Urbano”. Quella stessa area costruita su materiale di risulta proveniente dal cantiere del raddoppio ferroviario di quella stessa azienda che: «... i vertici della S.I.S. erano coscienti della forza di Impastato... Dalle carte dell’inchiesta... salta fuori che tanti politici, di schieramento diverso, hanno bussato alla porta della S.I.S. per piazzare operai e imprese nei cantieri» «... dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio del Pdl, agli onorevoli Francesco Mineo (Grande Sud) e Riccardo Savona dell’Udc... dall’ex assessore del comune di Palermo Patrizio Lodato (Italia Domani) al sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello (lista civica). (pag 6 Vicenza Più 24 giugno 2011 )
SUCCEDE  che sull’attività svolta in questi ultimi anni dall’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola delle Femmine si siano concentrate tutta un serie di denunce e disfunzioni giuridiche e burocratiche.
SUCCEDE  che a ridosso della Italcementi (azienda insalubre per la salute umana e per l’ambiente) siano state permesse costruzioni di civili abitazioni, scuole, pronto soccorso e attività sportive.  
SUCCEDE  che l’intero territorio d’Isola delle Femmine sia in pratica massacrato dalla continua cementificazione
SUCCEDE  che l’intero territorio d’Isola delle Femmine per una buona metà della Sua Sindacatura sia stato letteralmente ricoperto di MUNNEZZA
SUCCEDE   Isola delle Femmine non sia mai caduta cosi in basso!
SUCCEDE  per salvaguardare la democrazia la partecipazione, la legalità e la trasparenza nella gestione della Cosa Pubblica debba intervenire una Commissione Governativa
SUCCEDE che la GIOIA l'ALLEGRIA la SOCIALITA' non abbiano più diritto di cittadinanza ad Isola delle Femmine

Il PROFESSORE l’abbiamo lasciato nella Sua “ per me la notizia è come un FULMINE a ciel sereno…”


Il PROFESSORE ricorda molto la canzone di Guccini "..... alla stazione di Bologna la notizia arrivò in u baleno un............"







SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE!



Lei  " come un fulmine a ciel sereno " Ci chiediamo se effettivamente si rende conto di ciò che proferisce.

TINA MONTINARO,  che la realtà riesce a leggerla molto bene se non altro per i suoi trascorsi e per le sue sofferenze,  informa il PROFESSORE che “ La mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita, diciamo la verità, non è del tutto INEDITO ma le infiltrazioni mafiose sul territorio di Isola delle Femmine ci stanno da sempre, diciamo la verità, ci stanno da SEMPRE se no  insomma manco le stragi facevano NO! Dico  questo,  insomma QUI nessuno è CRETINO”

Un suggerimento per il Consigliere di MAGGIORANZA dichiaratosi egli stesso presidio della legalita’ a Isola delle Femmine

RIFLETTA BENE sulle parole della Tina. Le saranno di conforto e di sostegno per   DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE come aveva promesso “….. NEL MOMENTO IN CUI MI RENDESSI CONTO CHE…”

n.b. Suggerisca al PROFESSORE di seguirla IMMEDIATAMENTE

Questo naturalmente in sintonia per quanto avete sempre AFFERMATO: 

"Noi amiamo Isola delle Femmine"




A “Brontolo” le stragi di mafia e il ricordo del giudice Falcone







 IL 26 MAGGIO 2012 SUCCEDEVA:








Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
Pino Ciampolillo


Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti  è puramente casuale !!!!!!!!!!!!


“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in  superficie “










Fonte http://www.livesicilia.it

Autore Riccardo Lo Verso

 

ISOLA DELLE FEMMINE Mafia: Crocetta, entro giugno firma per Giardino della memoria

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