"Senza una nuova coscienza noi, da soli, non ce la faremo mai "





Rocco Chinnici

giovedì 10 aprile 2014

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Proroga dello scioglimento del consiglio comunale ...

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 marzo 2014 

Proroga dello scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine. (14A02880) 

(GU Serie Generale n.84 del 10-4-2014)


Visto il proprio decreto, in
data 12 novembre 2012, registrato alla Corte dei conti  il 
16  novembre  2012, 
con  il  quale 
sono  stati disposti, ai sensi
dell’art. 143 del decreto 
legislativo  18  agosto 2000, n. 267, lo scioglimento del
consiglio comunale di  Isola  delle Femmine (Palermo)  e 
la  nomina  di  una  commissione 
straordinaria composta dal dott. Vincenzo  Covato, 
viceprefetto  a  riposo, 
dalla dott.ssa Matilde Mule’, viceprefetto aggiunto e dal  dott. 
Guglielmo Trovato, dirigente di II fascia, per la durata di diciotto
mesi;

Constatato  che 
non  risulta  esaurita 
l’azione  di  recupero  
e risanamento complessivo dell’istituzione  locale, 
in  un  territorio ancora connotato dalla presenza
della malavita organizzata;

Ritenuto che le esigenze della
collettivita’  locale  e 
la  tutela degli interessi
primari  richiedono  un 
ulteriore  intervento  dello Stato, che assicuri il  ripristino 
dei  principi  democratici 
e  di legalita’  e 
restituisca   efficienza   e  
trasparenza   all’azione amministrativa
dell’ente;

Visto l’art. 143, comma 10, del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro
dell’interno, la  cui  relazione 
e’ allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

Vista la deliberazione del
Consiglio dei ministri,  adottata  nella riunione del 21 marzo 2014, alla quale
e’ stato debitamente  invitato il
Presidente della Regione Siciliana;

Decreta:
La durata dello scioglimento
del consiglio comunale di Isola  delle Femmine
(Palermo), fissata in diciotto 
mesi,  e’  prorogata 
per  il periodo di sei mesi.
Dato a Roma, addi’ 21
marzo 2014

NAPOLITANO


Renzi, Presidente del  Consiglio 
dei ministri
Alfano, Ministro dell’interno

Registrato alla Corte dei conti
il 31 marzo 2014
Interno, foglio n. 609 

ALLEGATO 

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

Il consiglio comunale di Isola delle Femmine
(Palermo)  e’  stato sciolto con decreto  del 
Presidente  della  Repubblica 
in  data  12 novembre 2012, registrato alla Corte dei
conti il 16  novembre  2012, per la durata di mesi diciotto, ai
sensi dell’art.  143  del 
decreto legislativo  18  agosto 
2000,  n.  267, 
essendo  stati  riscontrati fenomeni  di 
infiltrazione  e   condizionamento   da  
parte   della criminalita’
organizzata. Per effetto dell’avvenuto scioglimento,  la gestione dell’ente e’ stata affidata ad
una commissione straordinaria che ha perseguito l’obiettivo del ripristino
della legalita’, pur  in presenza di un
ambiente reso estremamente difficile per la 
pervicace e  radicata  presenza 
della   criminalita’   organizzata  
su   quel territorio.

Le azioni intraprese hanno attivato percorsi
virtuosi nei diversi settori   dell’amministrazione   interessati    dal   
processo    di normalizzazione.
Purtuttavia, come rilevato dal prefetto 
di  Palermo con relazione del 6
febbraio 2014, con la quale e’ stata 
chiesta  la proroga della gestione
commissariale, nonostante i positivi risultati conseguiti   dall’organo  
di   gestione   straordinaria,   l’avviata riorganizzazione  e 
il  risanamento  dell’ente 
locale  non  possono ritenersi conclusi.

Le considerazioni del prefetto sono state condivise
dal  Comitato provinciale per l’ordine e
la  sicurezza  pubblica 
nel  corso  della riunione che si  e’ 
tenuta,  alla  presenza 
del  Procuratore  della Repubblica presso il Tribunale di
Palermo, in data 3 febbraio 2014.


Le  attivita’  della  
commissione   straordinaria   sono  
state improntate alla massima discontinuita’ rispetto al passato,  al 
fine di dare inequivocabili segnali della forte presenza dello Stato e
per recidere le diverse forme di ingerenza della criminalita’ organizzata riscontrate  nell’attivita’  gestionale.  

In  particolare,   l’organo straordinario ha profuso ogni
possibile  impegno  per 
assicurare  il rapido  risanamento 
finanziario   dell’amministrazione,   imprimendo un’accelerazione sulla
produttivita’ e sull’efficienza 
degli  uffici  che 
versavano  in  una  
condizione   di   generalizzato   disordine amministrativo,  favorito 
dalla  totale  assenza 
delle   necessarie attivita’ di
impulso e controllo.                                                                                                    

Considerato, infatti, che il comune risultava
interessato da  una forte evasione
tributaria, particolare attenzione e’ 
stata  dedicata al relativo
fattore, al fine di riaffermare nella collettivita’, dopo anni di malgoverno,
la cultura della legalita’ fiscale.                                                                                         
In passato, le procedure mirate alla riscossione  e 
al  recupero dei proventi
derivanti da tributi erano  state  sospese 
o  si  erano rilevate inefficaci. Per arginare il
fenomeno dell’evasione fiscale e per il risanamento finanziario  sono 
state  avviate  alcune 
azioni, tuttora in corso di completamento, mirate al recupero dell’ICI,
della TARSU e dei proventi 
derivanti  dalle  sanzioni 
per  violazioni  al codice della strada. In particolare,
quanto all’ICI,  la  commissione intende ora promuovere un’attivita’  di 
verifica  degli  adempimenti tributari dei concessionari di
licenze edilizie, riferite agli ultimi cinque anni, mentre, per quanto riguarda
la TARSU, sono gia’ iniziate le attivita’ 
di  recupero  dei 
proventi  relativi  alle 
annualita’ 2011-2012,  nonche’  quelle 
per  l’accertamento  dell’evasione   del tributo 
concernente  le  annualita’ 
pregresse.  La   rilevanza  
di quest’ultimo  fenomeno,  che 
riguarderebbe  circa   il   10%  
della popolazione, induce a 
ritenere  necessario  il 
completamento  delle azioni
avviate da parte della commissione.

Gli accertamenti effettuati  sull’attivita’  di 
riscossione  dei proventi
derivanti dalle violazioni al codice della strada,  limitata all’1,58% delle sanzioni dovute,
hanno reso evidente come l’ente  non abbia
operato secondo i principi di imparzialita’ e di buon governo.

    L’evasione     tributaria     e    
la     perdurante     inerzia dell’amministrazione  hanno 
determinato  una  situazione 
di   grave squilibrio finanziario
per il  comune,  sulla 
quale  la  commissione straordinaria  sta 
gia’  efficacemente  incidendo. 
Purtuttavia,  la cronica carenza
di liquidita’, i vincoli di bilancio e 
la  rilevanza situazione  di 
indebitamento   non   hanno  
conseguito   all’organo straordinario
il risanamento  finanziario  dell’ente. 
L’interruzione delle iniziative 
avviate  potrebbe  pregiudicare 
la  gia’  precaria condizione  economico-finanziaria  dell’amministrazione  ed 
incidere negativamente sul rapporto tra la commissione e la  popolazione, 
che inizia  a  manifestare 
fiducia  e  ottimismo 
nei   riguardi   delle iniziative e delle attivita’ svolte
dal comune.

In proposito, 
altro  rilevante  obiettivo 
che  si  e’ 
prefisso l’organo di gestione straordinaria ha riguardato  l’applicazione  del principio 
di  trasparenza  dell’attivita’  amministrativa  comunale, intesa come accessibilita’ del  cittadino 
a  tutte  le 
informazioni concernenti  le   azioni  
avviate   dalla   commissione,   per  
una amministrazione ed un governo effettivamente partecipati.

Al fine di completare l’iter burocratico relativo
al nuovo  piano regolatore generale, che
pur essendo stato adottato con delibera 
del consiglio comunale del 2007 non 
ha  ancora  ottenuto 
la  definitiva approvazione da
parte del competente assessorato regionale, 
l’organo di gestione straordinaria ha 
istituito  un  tavolo 
tecnico  per  il superamento dei problemi che hanno
finora  ostacolato  il 
buon  fine della procedura.

Analoga considerevole attenzione  viene 
dedicata  all’azione  di prevenzione e repressione del fenomeno
dell’abusivismo edilizio,  cui la
commissione ha impresso un deciso impulso, con 
l’accertamento  di numerosi
procedimenti prendenti che portera’, a 
breve,  all’adozione delle
definitive misure repressive.  La  prosecuzione 
dell’opera  di legalizzazione, che
risulta indispensabile per affermare il 
rispetto delle  regole  in 
tale  delicato  settore, 
assume  una  particolare importanza tenuto conto delle
ripercussioni degli abusi edilizi sulla gestione del territorio.

L’esempio di una corretta  gestione 
contribuisce  a  formare 
la coscienza sociale ed a far si’ che ogni singolo individuo sia veicolo
di  legalita’  e  solidarieta’, 
contribuendo  cosi’  ad 
arginare  i tentativi di
condizionamento dell’attivita’ dell’ente.

Il perfezionamento degli interventi sopra  descritti, 
intrapresi nei diversi settori di competenza dell’amministrazione,  richiede 
di essere  proseguito  dall’organo  
di   gestione   straordinaria   per assicurare la dovuta  trasparenza 
ed  imparzialita’  ed 
evitare  il riprodursi  di 
tentativi  di  interferenza 
da  parte  della 
locale criminalita’.

Per i suddetti 
motivi  risulta  necessario 
che  la  commissione disponga di un maggior lasso di
tempo per completare le attivita’  in corso
e per perseguire una maggiore qualita’ ed efficacia dell’azione amministrativa,
essendo ancora concreto il rischio di ingerenze della criminalita’ organizzata
e cio’ e’ sufficiente per  la  richiesta 
di proroga, stante la complessita’ delle azioni di  bonifica 
intraprese dalla commissione.

Ritengo pertanto che, sulla base di tali
elementi,  ricorrano  le condizioni per l’adozione del provvedimento
di proroga  della  durata dello scioglimento del consiglio  comunale 
di  Isola  delle 
Femmine (Palermo), per il periodo di sei mesi, ai sensi dell’art.
143,  comma 10, del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267.
Roma, 20 marzo 2014

Il
Ministro dell’interno: Alfano


     








                                         




 

La Presidenza del Consiglio comunica che:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 10.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Graziano Delrio. 




Il Consiglio ha inoltre deliberato: 
su proposta del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, la nomina della di Carmelina GUARNERI a componente della Commissione straordinaria per la gestione del Comune di Isola delle Femmine (PA), in sostituzione di Matilde Mulè;


Viceprefetto Aggiunto Prefettura di Agrigento







ISOLA DELLE FEMMINE IL
MINISTRO SCIOGLIE IL 


CONSIGLIO COMUNALE, La Kupola della politica a Isola


delle
Femmine

ISOLA DELLE FEMMINE IL
MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE


Consiglio dei
Ministri n.53

Su proposta del Ministro
dell’interno, il Consiglio dei Ministri ha sciolto

Il Consiglio Comunale
di Isola delle Femmine, dopo l’insediamento  della Commissione governativa
per l’accesso agli atti del 26 aprile scorso, viene sciolto per le
infiltrazioni della criminalità organizzata.
Nei prossimi giorni
il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.




Finalmente
Professore ammette che a Isola delle Femmine ci sono i poteri forti.




Le domando: Perchè quando
tutti a Isola delle Femmine parlavano di poteri forti che influenzavano la vita
amministrativa, LEI si Proprio Lei lo ha sempre negato e anzi è passato alle
vie di fatto per esempio minacce e/o querele? 




Comunque guardi, oggi di fronte a queste Sue dichiarazioni diciamo "meglio
tardi che mai" 

A proposito dell'antenna Wind Shear il mio consiglio è di leggersi
 bene le  risultanze delle inchieste  sulla Finmeccanica
condotte dal P.M. Paolo Ielo dove l'imprenditore Tommaso Di Lernia rivela 
".... la grande manovra a suon di mazzette,
pagate per impedire l'installazione dell'impianto dell'azienda americana
concorrente di Selex.... Il Liddar è un radar prodotto dalla Lockheed Martin
che copre il 92 per cento dei rischi legati a eventi atmosferici come pioggia,
venti, nebbia, sabbia. Se fosse stato installato all'aeroporto Falcone-Borsellino,
sarebbe stato in grado di controllare il fenomeno del windshear".




Immagino la Sua
domanda: 
"Perché
non è stato installato?"




La risposta Signor Portobello Gaspare la trova sempre nelle carte
dell'inchiesta: 
"Perché non vi era uno specifico interesse di Selex a
installare quel tipo di radar, visto che non lo produceva, e per evitare che
anche gli altri aeroporti ponessero il problema di avere analogo sistema".




Signor
Portobello Gaspare adessoi le è chiaro che  NESSUNO ma proprio
NESSUNO aveva intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.
Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al
gioco della Selex ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse"
una NON installazione.
Signor
Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta
Finmecanica.




I Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua
missiva del gennaio del 2006 con cui  dava la sua autorizzazione
all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) da parte dell'ENAV.
Signor
Gaspare Portobello, I cittadini di isola delle Femmine non hanno dimenticato
  il Suo incontro del  28 dicembre 2008 presso  Uffici della
Presidenza della Regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora
una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna
radar. 
Lo
so! 




Erano tempi duri la disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di
tre posti di lavoro! 
Nevvero? 
Mi permetta un'ultima
annotazione a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola
delle Femmine.


Ricorda! 




Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI
TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per aderire alle varie
 iniziative del Comitato No Radar! 
Per il resto
Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in maniera 
precisa  circostanziata puntigliosa calendarizzata  permetterà a Lei e a tutti i componenti del Suo Gruppo
Politico di conoscere nella loro sequenzialità  
fatti avvenimenti persone che hanno determinato lo scioglimento del
Consiglio Comunale.


Mi creda non sto di certo parlando delle conseguenze o eventuali reati
commessi, non sono di certo di mia competenza ma certamente della Magistratura
SI! 
Quindi
Signor Portobello, si segga, si metta comodo e cerchi di trovare in Lei la
forza necessaria  per esprimere il  rispetto verso le ISTITUZIONI,
non vi è stato ad Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.




Si Signor Portobello vi è stato un colpo di Stato:


                    
contro
la illegalità diffusa in ogni ambito sociale della vita isolana; 
                    
contro
la mancanza di rispetto delle regole;
                    
contro
le montagne di munnezza che quotidianamente stazionano sulle strade e piazze di
Isola delle Femmine;
                    
contro
l'aumento esorbitante dei tributi locali finalizzati a "far
 cassa";
                    
contro
la discriminazione perpetrata in maniera scientifica contro i dipendenti
comunali;
                    
contro
la mancata attenzione verso la grande mole di evasione dei tributi locali
(tarsu,imu,tosap ecc.....) 
                    
contro
la mancata verifica sulla veridicità delle  dichiarazioni  dei
tributi;
                    
contro
il saccheggio  urbanistico del territorio;
                    
contro
le disparità di trattatamento nell'erogazione dei servizi;
                    
contro
i privilegi per alcuni;
                    
contro
il mercimonio dei voti;
                    
contro
la criminalità organizzata e tutto ciò che ostacola e blocca un'intera
economia;


e ora dorma tranquillo Signor Gaspare Portobello  e non si senta
preoccupato circa: 
"Non vorrei ritrovarmi
un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa"


Con rispetto


Pino Ciampolillo



Isola
delle Femmine, Comune sciolto 


per mafia 


IL CAPOMAFIA di Isola
delle Femmine, Pietro Bruno, uno dei fedelissimi di Salvatore Lo Piccolo,
poteva contare su buone entrature all' interno del municipio. Soprattutto per
ottenere comode concessioni edilizie. 

Le indagini dei
carabinieri della Compagnia di Carini avevano fatto scattare, ad aprile, una
verifica della prefettura: ieri pomeriggio il Consiglio dei ministri ha deciso
lo scioglimento del Consiglio comunale di Isola delle femmine, per
infiltrazioni mafiose. 

Decade anche la
giunta di centrosinistra presieduta da Gaspare Portobello. Il governo non ha
avuto dubbi, accogliendo del tutto la proposta del ministro dell' Interno Anna
Maria Cancellieri, che si fondava sui risultati dell' ispezione avviata dalla
prefettura di Palermo. 

Il caso era nato nel
2009, con le denunce dei consiglieri di "Rinascita isolana", la
minoranza in Consiglio comunale guidata dall' ex sindaco Stefano Bologna:
venivano chieste le dimissioni dell' assessore Marcello Cutino, per una
parentela scomoda, ma non solo per quella. La moglie di Cutino è parente del
boss Pietro Bruno, arrestato nell' operazione "Addiopizzo 5". 

L' opposizione
denunciava gli interessi di Bruno in una società impegnata a lottizzare un
grosso terreno di Capaci. I carabinieri hanno così iniziato un lavoro certosino
per ricostruire le ultime frequentazioni e soprattutto gli affari del boss: è
emerso che due persone a lui vicine avevano ottenuto in tempi veloci due
concessioni edilizie dal Comune di Isola delle Femmine: per uno dei cantieri,
dove era prevista la realizzazione di tre ville, il progettista era un ex
assessore poi nominato dal sindaco Portobello consulente in materia di
«vivibilità urbana e piani strategici territoriali». 

Nel febbraio del 2011
il dipartimento regionale dell' Urbanistica ha stabilito che la «concessione edilizia
risulta essere stata rilasciata illegittimamente». Nella corposa informativa
predisposta dal comando provinciale dei carabinieri ci sono le storie di altre
strane concessioni o sanatorie. 

Dice Pino
Ciampolillo, dell' associazione "Isola pulita", uno dei primia
denunciare strane presenze in Consiglio comunale: «Adesso tutte le persone di
buona volontà dovranno stringersi attorno ai commissari inviati dal
governo. 

La situazione di
Isola è drammatica, soprattutto per la gestione del territorio. Uno dei primi
provvedimenti della nuova gestione dovrà essere un deciso rinnovamento all'
ufficio tecnico comunale». 

Il sindaco Portobello
si difende: «Siamo di fronte a un attacco politico, noi la mafia l' abbiamo
sempre combattuta».E annuncia che farà ricorso contro il provvedimento del
Consiglio dei ministri. Il rapporto dei carabinieri è finito anche in Procura,
ed è all' attenzione del pm Francesco Del Bene, che indaga sulle cosche della
zona occidentale di Palermo: i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo sono in
carcere, ma alcuni dei loro fedelissimi restano ancora molto attivi. Proprio
uno dei pizzini trovati ai Lo Piccolo nel 2007 faceva riferimento a grossi
lavori a Isola delle Femmine. 

Pietro Bruno non era
davvero l' ultimo arrivato: è uno degli vecchi di Cosa nostra, un tempo era
legato addirittura al capomafia di Cinisi Gaetano Badalamenti. Poi, come tanti
altri mafiosi imprenditori, aveva abbandonato il boss perdente per passare con
Riina e Provenzano.

SALVO PALAZZOLO



RELAZIONE COMMISSIONE ANTIMAFIA
decreto sequestro COPACABANA POMIERO
BILLECI BRUNO VASSALLO BADALAMENTI … 

RELAZIONE COMMISSIONE ANTIMAFIA
decreto sequestro COPACABANA POMIERO
BILLECI BRUNO VASSALLO BADALAMENTI … 

RELAZIONE COMMISSIONE ANTIMAFIA
decreto sequestro COPACABANA POMIERO
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BILLECI BRUNO VASSALLO BADALAMENTI … 

RELAZIONE COMMISSIONE ANTIMAFIA
decreto sequestro COPACABANA POMIERO
BILLECI BRUNO VASSALLO BADALAMENTI … 










Mafia, il governo scioglie il comune di Isola 


delle Femmine

 

Dopo
Salemi e Racalmuto il municipio palermitano è il terzo in Sicilia a finire
davanti al Consiglio dei ministri per infiltrazioni della criminalità
organizzata. Diversi gli episodi che hanno portato la decisione del Viminale a
proporre il commissariamento

 



Più informazioni su: Antimafia, Beni Confiscati alla Mafia, Comune, Mafia, Sicilia.

Il governo, su
proposta del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, ha sciolto il
Consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della
criminalità organizzata. Nel comunicato, diffuso al termine del Consiglio dei
Ministri, si annuncia anche la proroga di sei mesi dello scioglimento del
Consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) “per
completare il risanamento dell’istituzione locale e della realtà sociale,
ancora segnate dalla malavita organizzata”.

Il comune siciliano è
guidato dal 2004 dall’ormai ex sindaco Gaspare Portobello, a guida di una lista
civica. Le attenzioni sul comune si sono accese nel 2009, quando a pochi giorni
dalla rielezione son state date due concessioni edilizie. Una di queste
riguarda una società di Giuseppe Pomiero, zio del vicesindaco Salvatore
Palazzotto, nonché socio di una società confiscata per mafia negli anni ’80 al
noto boss mafioso Gaetano Badalamenti. Caso che non rimane isolato. Infatti ci
sono altre due episodi che hanno motivato l’invio degli ispettori nel comune
marinaro. Sempre nel 2009 venne approvata una sanatoria edilizia per un
capannone, rilasciata  dal tecnico comunale nominato in via pro tempore proprio
dal sindaco Portobello. Peccato che quel locale fu sequestrato dai carabinieri
del Ros in una operazione antimafia contro il clan Madonia-Di Trapani di
Resuttana.

Infine c’è un pizzino
trovato nel covo del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo che faceva riferimento
ad alcuni lavori edilizi in corso nel comune di Isola delle Femmine e poi confermati
dal pentito Gaspare Pulizzi. Le concessioni per eseguire i lavori secondo
l’opposizione sono state date nonostante la zona fosse a rischio idrogeologico.
Il comune siciliano è il terzo ad a essere sciolto dopo Salemi e Racalmuto.


IL
PROFESSORE NELLA  SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:
  “…Giova ricordare, peraltro, che il
personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni
politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa
.” DELIBERA C.C. N.52.pdf(13 kb)  Consiglio
Comunale 28 settembre 2009


Quindi il PROFESSORE ammette esplicitamente ed in modo INEQUIVOCABILE
che le elezioni amministrative del 2009 sono state INQUINATE.




PROFESSORE non può trovare in questa 
Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione Governativa di
accesso agli atti?




Professore a cosa si riferisce quando parla
di invidia nei Suoi confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? 
E poi perché questa
invidia?




Lei PROFESSORE pensa veramente che
una Commissione Governativa Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire?
O per “beghe di
paese” ?
Oppure
per   soddisfare la sete di vendetta di qualcuno che vuole fare il
Sindaco per tutta la vita?


Caro Signor Sindaco
PROFESSORE
 
Gaspare Portobello un consiglio!
Almeno Lei, nel ruolo
imparziale di SINDACO, mostri   nei confronti dei componenti della
Commissione Ispettiva del Governo  RISPETTO.




RISPETTO per la responsabilità l’impegno e l’abnegazione di chi è
deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA  e di TUTORE DELLA LEGALITA’.




RISPETTO verso   chi e’ stato
delegato ad esercitare un diritto-dovere di controllo, e di tutela della
trasparenza e della legalità 


PROFESSORE Portobello per favore, non si
fermi a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è
invidiosa)


Guardi invece la 
LUNA indicata dal dito (ove 
i fumi della Italcementi  glielo permettono) PROFESSORE! 
GUARDI   al  grande  degrado morale ambientale sociale
economico in cui siamo  costretti a vivere noi  Cittadini di Isola
delle Femmine. La nostra  sfiducia   verso l’istituzione
Pubblica, il paese di Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA  identità e noi 
Cittadini che abbiamo perso  ogni speranza di FUTURO)


PROFESSORE da ultimo una domanda prima che
presenti le sue dimissioni: Perché gli amministratori sospettati di collusione
con la mafia possono concorrere alle elezioni?

 

Infiltrazioni
mafiose a Isola delle femmine: sciolto il comune

Dopo Salemi e Racalmuto
decade il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la
giunta guidata dal sindaco Gaspare  Portobello


Il Comune di Isola delle Femmine è stato sciolto per infiltrazioni
mafiose
.
Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del
dicastero dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio
comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal
sindaco Gaspare Portobello. Stessa sorte recentemente era toccata ai comuni di
Salemi e Racalmuto.
 



Gli ispettori inviati dalla Prefettura
 per mesi hanno spulciato deliberi e atti
dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda
delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando
alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e
la maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano
certi che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così. 




Cosa ha scatenato il terremoto
 nel centro marinaro a pochi chilometri da
Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita
Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna -
si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per
chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico
di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela
scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle
cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare
nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio
Pizzo 5. L'ipotesi,
suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo del clan mafioso
locale.




Bruno, dunque, secondo gli investigatori
, sarebbe tornato in gioco dopo che in passato
era stato legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo il nastro
del tempo fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di un'impresa dei
Badalamenti era nata la Copacabana spa. Una società, poi confiscata, di cui
faceva parte lo stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno
a Capaci. Tra i soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome da tenere bene in
mente. In paese c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto,
nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero,
Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo stesso giorno del sequestro
della Copacabana i sigilli furono apposti anche ad alcuni beni di proprietà di
Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato come il capomafia di Capaci.
Altro cognome da sottolineare. 




Le famiglie Vassallo e Pomiero sono
le beneficiarie di due concessioni edilizie rilasciate dal Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona:
"Legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di rinviare l'atto
amministrativo caduto sotto elezioni". Non casualmente, sostengono quelli
di Rinascita Isolana. 


La
concessione edilizia rilasciata in favore della "Sorelle Pomiero snc di
Pomiero Maria Grazia" dà il via libera alla costruzione di tre ville su un
terreno di 2.000
metri quadrati
. Il progettista dei lavori è Giovanni
Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco
Portobello in materia di "Vivibilità urbana e piani strategici territoriali".
Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell'Urbanistica stabilisce che
 "la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata
illegittimamente". 


Altra vicenda. Nel novembre 2009 i
carabinieri del Ros sequestrano una sfilza di beni riconducibili, secondo
l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di Resuttana. Tra i beni ci sono
case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a Isola. Una circostanza che
obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9 maggio 2008 all'ufficio tecnico
comunale arriva una richiesta di sanatoria edilizia per un capannone. Non uno
qualunque, ma quello che ricade al civico 6 di Passaggio del Coniglio. Alla
domanda viene allegata un'autocertificazione in cui Massimiliano, Pietro e
Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere ricevuto il bene in eredità
da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di Sandro D'Arpa, responsabile
dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di interessi è evidente tanto che
alla fine è un responsabile pro tempore dell'ufficio nominato dal sindaco a
rilasciare la concessione per l'ampliamento. 




L'opposizione dà battaglia in Consiglio e
chiede chiarimenti al primo cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di
ottengono una nuova concessione edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre
che in realtà l'erede legittimo è un altro e che il capannone è fra i beni
sequestrati dal Ros. Da qui l'annullamento di tutti gli atti amministrativi.
 

Infine c'è il capitolo Elauto. In
un pizzino di quelli trovati al boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel
covo di Giardinello, si faceva riferimento ad alcuni lavori in corso a Isola
delle Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi spiegò che si trattava dell'impresa
Almeyda che stava costruendo i capannoni della Bmw. Aggiunse che i lavori di
scavo erano affidati "ai mezzi di Nino Pipitone e Giuseppe Di Maggio,
figlio di Lorenzo Di Maggio di Torretta, e che si erano messi a posto con la
famiglia mafiosa di Torretta". Gli interessi del clan mafioso hanno
facilitato il rilascio della concessione edilizia? Una concessione che, secondo
l'opposizione, non ha tenuto conto che il capannone ricade in una zona a
rischio idrogeologico.

Isola delle Femmine  Comune sciolto per mafia

Venerdì
09 Novembre 2012 - 18:13 di Riccardo
Lo Verso

 

Azzerati
il Consiglio e la giunta del centro marinaro in provincia di Palermo. Delibere
e concessioni dietro i sospetti di infiltrazioni mafiose. Ricostruiamo gli
intrecci che hanno portato allo scioglimento
.

 

Il municipio di Isola
delle Femmine


ROMA - Il Comune di
Isola delle Femmine è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo ha deciso il
Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell'Interno,
Anna Maria Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio comunale del centro
marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare
Portobello. Stessa sorte recentemente era toccata ai comuni di Salemi e
Racalmuto.


Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno spulciato deliberi e atti
dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda
delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando
alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e
la maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano
certi che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così.



Cosa ha scatenato il terremoto nel centro marinaro a pochi chilometri da
Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita
Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna -
si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per
chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico
di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela
scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle
cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare
nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio
Pizzo 5. L'ipotesi,
suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo del clan mafioso
locale.


Bruno, dunque, secondo gli investigatori, sarebbe tornato in gioco dopo che in
passato era stato legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo
il nastro del tempo fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di
un'impresa dei Badalamenti era nata la Copacabana spa. Una società, poi
confiscata, di cui faceva parte lo stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare
un grosso terreno a Capaci. Tra i soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome
da tenere bene in mente. In paese c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia
Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello
e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo
stesso giorno del sequestro della Copacabana i sigilli furono apposti anche ad
alcuni beni di proprietà di Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato
come il capomafia di Capaci. Altro cognome da sottolineare.


Le famiglie Vassallo e Pomiero sono le beneficiarie di due concessioni edilizie
rilasciate dal Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona: “Legalità e
trasparenza avrebbero dovuto consigliare di rinviare l'atto amministrativo
caduto sotto elezioni”. Non casualmente, sostengono quelli di Rinascita
Isolana. La concessione edilizia rilasciata in favore della “Sorelle Pomiero
snc di Pomiero Maria Grazia” dà il via libera alla costruzione di tre ville su
un terreno di 2.000
metri quadrati
. Il progettista dei lavori è Giovanni
Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco
Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”.
Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell'Urbanistica stabilisce che
 “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata
illegittimamente”.



Altra vicenda. Nel novembre 2009 i carabinieri del Ros sequestrano una sfilza
di beni riconducibili, secondo l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di
Resuttana. Tra i beni ci sono case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a
Isola. Una circostanza che obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9
maggio 2008 all'ufficio tecnico comunale arriva una richiesta di sanatoria
edilizia per un capannone. Non uno qualunque, ma quello che ricade al civico 6
di Passaggio del Coniglio. Alla domanda viene allegata un'autocertificazione in
cui Massimiliano, Pietro e Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere
ricevuto il bene in eredità da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di
Sandro D'Arpa, responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di
interessi è evidente tanto che alla fine è un responsabile pro tempore
dell'ufficio nominato dal sindaco a rilasciare la concessione per
l'ampliamento.




L'opposizione dà battaglia in Consiglio e chiede chiarimenti al primo
cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di ottengono una nuova concessione
edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre che in realtà l'erede legittimo
è un altro e che il capannone è fra i beni sequestrati dal Ros. Da qui
l'annullamento di tutti gli atti amministrativi.



Infine c'è il capitolo Elauto. In un pizzino di quelli trovati al boss di San
Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel covo di Giardinello, si faceva riferimento
ad alcuni lavori in corso a Isola delle Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi
spiegò che si trattava dell'impresa Almeyda che stava costruendo i capannoni
della Bmw. Aggiunse che i lavori di scavo erano affidati “ai mezzi di Nino
Pipitone e Giuseppe Di Maggio, figlio di Lorenzo Di Maggio di Torretta, e che
si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di Torretta”. Gli interessi del
clan mafioso hanno facilitato il rilascio della concessione edilizia? Una
concessione che, secondo l'opposizione, non ha tenuto conto che il capannone
ricade in una zona a rischio idrogeologico
.



Gaspare Portobello al
contrattacco  "Mafia? Sono vittima di poteri forti"




 

Venerdì 09 Novembre 2012 -
19:51 di Riccardo Lo Verso

L'ex sindaco di Isola delle Femmine si
difende. Farà ricorso contro quello che definisce un "attacco politico. Io
la mafia l'ho sempre combattuta".

 



L'ex
sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello


PALERMO - Gaspare Portobello ha
appena ricevuto la notizia
. Da oggi il suo nome sarà legato ad
un'amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose. Un fardello pesante che
non intende accollarsi. Annuncia che farà ricorso contro quello che ha sempre
definito un "attacco politico". Oggi aggiunge carne al fuoco.
Ipotizza, infatti, che contro di lui si siano mossi "i poteri forti".

Sindaco, o meglio ex sindaco...?
Era prevedibile.

Qual è il suo stato d'animo?

Sono amareggiato e preoccupato.

Preoccupato?

Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata
vicino casa. Ci siamo battuti per non farla piazzare.

Scusi, ma che c'entrano l'antenna e
il pericoloso vento dell'aeroporto di Palermo?

Glielo ripeto. Ci siamo battuti contro i rischi per la salute dei cittadini e
ho il sospetto che i poteri forti che volevano l'antenna abbiano contribuiti a
farmi cadere. Ci sono grandi nomi in ballo. Sono sospetti, però, e non posso
aggiungere altro.

La mafia allora non c'entra?

Ho sempre agito contro la criminalità. Non c'è un solo atto da cui emerga il
contrario. Quando sono arrivati gli ispettori ho deciso di restare al mio posto
per potermi difendere.

E ora?

Ora aspetto il provvedimento e lo impugnerò. Non mi interessa essere
reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio
difendere la mia immagine e quella dell'amministrazione che ho guidato.

Tra gli intrecci venuti a galla ci
sarebbe la parentela tra un assessore della sua giunta, Marcello Cutino, e il
mafioso Pietro Bruno. Anche in questo caso la mafia non c'entra? 

Le ripeto quello che le ho già detto alcuni mesi fa (il riferimento è all'inchiesta
pubblicata dal mensile S sul caso Isola delle Femmine ndr). Sono parenti di
terzo grado. Non si salutano nemmeno.

E la vicenda della concessione alle
sorelle Pomiero?


“Il lotto ricadeva nel parco urbano ed è stato il gruppo di Bologna a cambiare
la destinazione d'uso. Noi in Consiglio abbiamo votato contro”.

E la questione Elauto?

“Siamo stati noi a fare abbattere una cisterna che ricadeva in una zona
vincolata a verde pubblico. Glielo ripeto: non ho mai fatto favori a nessuno.
Figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Scusi, sono stato io a volere
che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i
mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila
euro. Lei ha mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni?
Ultima
modifica: 09 Novembre ore 20:26

Sciolto il Comune di Isola delle
Femmine per mafia

La decisione del Consiglio dei Ministri su
richiesta del Min. Cancellieri

 

Il Consiglio dei Ministri
ha deliberato nella seduta di oggi, lo scioglimento del comune palermitano di
Isola delle Femmine per infiltrazioni mafiose. La richiesta del Ministro
dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stata dunque accolta, e ora la delibera
attende solo la conferma da parte del presidente della Repubblica per
l’archiviazione.




Cancellato, dunque,
consiglio e amministrazione di Gaspare Portobello, eletto tra le polemiche nel
giugno del 2009 e che da allora ha dovuto rispondere a diverse voci poi
tradotte in atti giudiziari che ne hanno delineato rapporti con personaggi di
dubbia fama. Si è conclusa l’opera degli ispettori della Prefettura che mesi fa
erano entrati in possesso della documentazione amministrativa legata
all’amministrazione del professore isolano, sempre dichiaratosi certo
dell’assoluta estraneità ai fatti che gli venivano imputati.




La miccia, che poi ha
portato alla deflagrazione del consiglio comunale isolano, era partita
nell’estate del 2009, con l’opposizione composta dal partito di Rinascita Isolana
che si era appellata al codice etico contro la mafia e che aveva richiesto per
questo le dimissioni di Marcello Cutino, Assessore all'Igiene Ambientale,
Arredo Urbano e Politiche Giovanili della giunta Portobello. 




Richiesta
formalizzata in seguito ad alcune concessioni edilizie rilasciate nel maggio
dello stesso anno alle famiglie Vassallo e Pomiero, i primi parenti di Giuseppe
Vassallo considerato capomafia di Capaci e i secondi soci nella Copacabana spa,
impresa creata con lo scopo di lottizzare terreni a Capaci e detenuta da Pietro
Bruno, condannato per mafia nell’operazione Addio Pizzo 5, imparentato proprio
con la moglie dell’assessore Cutino.




Tra le altre cose,
quella campagna elettorale che portò alla rielezione di Gaspare Portobello pare
fosse stata sostenuta attivamente proprio da Giuseppe Pomiero, socio della
Copacabana, società nata dalla costola di un’altra impresa di proprietà di
Gaetano Badalamenti. Il nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi fu eletto
e divenne vicesindaco accanto a Portobello. La concessione edilizia da 2000 metri quadri su cui
nascevano tre ville di cui usufruì la snc Sorelle Pomiero venne però poi
revocata dal dipartimento regionale dell'Urbanistica che la definì “rilasciata
illegittimamente”.




Seguirono altre concessioni
edilizie da parte dell’ufficio tecnico comunale nell’aprile 2010 in favore della
famiglia D’Arpa, che già nel 2008 le aveva ricevute dall’allora responsabile
dell’Ufficio tecnico imparentato proprio con i D’Arpa. Da qui arrivarono
sequestri su sequestri da parte dei carabinieri. Ultima in ordine di tempo la
vicenda Elauto, menzionata in uno dei pizzini trovati nel covo del boss di San
Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, poi confermate da Gaspare Pulizzi, pentito che
chiarì come quei lavori in corso a Isola fossero riconducibili alla famiglia
mafiosa di Torrett
a.
di Lorenzo
Anfuso




Mafia: Caputo (Pdl),
allarmante scioglimento Consiglio comunale Isola delle Femmine


Palermo, 9 nov. -
(Adnkronos) - ''La decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il
Consiglio comunale di Isola delle Femmine e' un fatto che allarma e preoccupa
perche' evidenza il pericolo della recrudescenza del fenomeno mafioso in
Sicilia. Si tratta di un provvedimento che segue quello di altri comuni
siciliani come Misilmeri per non parlare di quanto sta accadendo a Polizzi
Generosa o a Cerda''. A dichiararlo e' Salvino Caputo (Pdl), commentando la
decisione del CdM che oggi ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale
del comune del palermitano per infiltrazioni della criminalita' organizzata.
''E' una situazione che preoccupa - continua - perche' vi e' il timore che Cosa
Nostra possa riorganizzarsi e cercare di controllare non solo l'economia del
territorio ma anche le Pubbliche Amministrazioni - conclude Caputo -
utilizzando propri uomini o fiancheggiatori per coltivare interessi illeciti''.

(09 novembre 2012 ore
21.32)

Isola delle Femmine, l'EX
Sindaco Portobello annuncia ricorso 


Sciolto
per infiltrazioni mafiose il Comune di Isola delle Femmine. Lo ha deciso il
Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell’Interno,
Anna Maria Cancellieri. 

Decade,
dunque, il consiglio comunale della cittadina marinara e la giunta guidata dal
sindaco Gaspare Portobello. Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi
hanno passato a setaccio delibere e atti dell’amministrazione comunale di
Isola. 

Mentre
all’indomani dell’accesso ispettivo l’opposizione consiliare si dimise in toto,
l’ormai ex sindaco Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva,
avevano accolto con favore l’ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare
chiarezza. 

Ma
non è andata così. Adesso, Portobello annuncia ricorso contro quello che ha
sempre definito un vile attacco politico, poiché non intende accollarsi una
zavorra così pesante. 

“Sono
amareggiato e deluso – afferma Portobello, evidentemente l’
essermi opposto a far
piazzare un’antenna radar
 per il controllo del
wind share nel mio paese, ha avuto un prezzo”. E’ questa la chiave di lettura
sulla decisione del Consiglio dei Ministri che Portobello esprime a caldo: “ ho
il sospetto – dice – che i poteri forti che volevano l’impianto abbiano
contribuito a questo esito. So di certo – prosegue Portobello – di avere sempre
agito contro la criminalità. 

Non
c’è un solo atto da cui emerga il contrario. Da quando sono sindaco – dice –
non abbiamo approvato una sola lottizzazione, né votato cambi di destinazioni
d’uso. Abbiamo detto no a tutte le cooperative che si sono presentate con
progetti di edilizia agevolata. 

Quando
sono arrivati gli ispettori – continua l’ex primo cittadino di Isola delle
Femmine – ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere. Ora aspetto
il provvedimento del Consiglio dei Ministri e lo impugnerò. Non mi interessa
essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere.
Voglio difendere la mia immagine e quella dell’amministrazione che ho
guidato. 

La
scadenza naturale del mandato elettorale di Gaspare Portobello doveva essere
nel 2014. Con il provvedimento di scioglimento, ad Isola non si potrà tornare
alle urne, almeno per i prossimi 18 mesi; adesso si attende la nomina dei
Commissari prefettizi che guideranno il paese, fino al 2015, se non di più, nel
caso in cui il Consiglio dei Ministri possa decidere di prorogare ulteriormente
il periodo di commissariamento. Si prevedono tempi ancora più duri per il
sindaco rimosso e per la sua maggioranza, poiché da oggi i loro nomi verranno
associati allo scioglimento degli organi amministrativi locali per
infiltrazioni mafiose. Non sarà semplice scrollarsi di dosso questo pesante
fardello, ma è un loro diritto cercare di dimostrare la propria estraneità ai
fatti contestati, principalmente per una questione morale. “Non ho mai fatto
favori a nessuno incalza Gaspare Portobello – figuriamoci alla mafia che ho
sempre combattuto. Sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte
civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno
riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Avete mai visto uno che fa
favori alla mafia e poi gli chiede i danni”? 

Tutto
ha avuto inizio nell’agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana
– la minoranza in Consiglio coordinata dall’ex sindaco Stefano Bologna – si
appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per
chiedere le dimissioni dell’assessore 
Marcello Cutino e la revoca dell’incarico di consulente al
geometra 
Giovanni
Impastato. 

Cutino
ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro
Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. A riguardo Portobello ha
sempre dichiarato che 
Bruno e Cutino sono parenti di
terzo grado e che non si salutano nemmeno. Bruno, secondo gli investigatori,
negli anni Ottanta, sulle ceneri di un’impresa dell’allora boss di Cinisi 
Gaetano Badalamenti a cui era legato, fondò la Copacabana spa, una società, poi confiscata, creata ad hoc per
lottizzare un grosso terreno a Capaci. 

Tra
i soci c’era pure 
Giuseppe Pomiero. In paese c’è chi è
convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la
campagna elettorale di Portobello e del nipote di 
Pomiero, Salvatore
Palazzotto
, poi nominato vice sindaco. 

La
famiglia Pomiero
 sarebbe stata
beneficiaria di una concessione edilizia rilasciata dal Comune il 14 maggio
2009 per dare il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati.
Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel
luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana
e piani strategici territoriali”. 

Nel
febbraio 2011 il dipartimento regionale dell’Urbanistica stabilisce che 
“la concessione edilizia
risulta essere stata rilasciata illegittimamente”.
 In merito, per Gaspare Portobello, il lotto
ricadeva nel parco urbano e sarebbe stato il gruppo di Stefano Bologna – ha
dichiarato – a cambiare la destinazione d’uso, noi – aggiunge – in Consiglio
Comunale abbiamo votato contro e le carte parlano chiaro”. 

Ufficiosamente
– conclude Gaspare Portobello – i fatti contestati, anche se ancora non ho in
mano le motivazioni del provvedimento che intendo impugnare, riguarderebbero
periodi precedenti alla mia carica di sindaco. 

Che
nessuno pensi di avermi distrutto, ho la coscienza a posto e posso continuare a
camminare a testa alta nel mio paese. La verità verrà presto a galla. Una cosa
è certa, per tutelare la mia famiglia e il futuro dei miei figli, non tornerò
mai più in politica. Spendersi per la propria collettività non sempre paga.


Finalmente
Professore ammette che a Isola delle Femmine ci sono i poteri forti.




Le domando: Perchè quando
tutti a Isola delle Femmine parlavano di poteri forti che influenzavano la vita
amministrativa, LEI si Proprio Lei lo ha sempre negato e anzi è passato alle
vie di fatto per esempio minacce e/o querele? 




Comunque guardi, oggi di fronte a queste Sue dichiarazioni diciamo "meglio
tardi che mai" 

A proposito dell'antenna Wind Shear il mio consiglio è di leggersi
 bene le  risultanze delle inchieste  sulla Finmeccanica
condotte dal P.M. Paolo Ielo dove l'imprenditore Tommaso Di Lernia rivela 
".... la grande manovra a suon di mazzette,
pagate per impedire l'installazione dell'impianto dell'azienda americana
concorrente di Selex.... Il Liddar è un radar prodotto dalla Lockheed Martin
che copre il 92 per cento dei rischi legati a eventi atmosferici come pioggia,
venti, nebbia, sabbia. Se fosse stato installato
all'aeroporto Falcone-Borsellino, sarebbe stato in grado di controllare il
fenomeno del windshear".




Immagino la Sua
domanda: 
"Perché non è stato
installato?"




La risposta Signor Portobello Gaspare la trova sempre nelle carte
dell'inchiesta: 
"Perché non vi era uno specifico interesse di Selex a
installare quel tipo di radar, visto che non lo produceva, e per evitare che
anche gli altri aeroporti ponessero il problema di avere analogo sistema".




Signor
Portobello Gaspare adessoi le è chiaro che  NESSUNO ma proprio NESSUNO aveva
intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.
Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al
gioco della Selex ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse"
una NON installazione.
Signor
Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta
Finmecanica.




I Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua
missiva del gennaio del 2006 con cui  dava la sua autorizzazione
all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) da parte dell'ENAV.
Signor
Gaspare Portobello, I cittadini di isola delle Femmine non hanno dimenticato
  il Suo incontro del  28 dicembre 2008 presso  Uffici della
Presidenza della Regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora
una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna
radar. 
Lo
so! 


Erano tempi duri la
disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di tre posti di
lavoro! 


Nevvero? 
Mi permetta un'ultima annotazione
a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola delle Femmine.


Ricorda! 




Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI
TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per aderire alle varie
 iniziative del Comitato No Radar! 
Per il
resto Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in
maniera precisa  circostanziata puntigliosa calendarizzata
 permetterà a Lei e a tutti i componenti del Suo Gruppo Politico di
conoscere nella loro sequenzialità  fatti avvenimenti persone che hanno
determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale.




Mi creda non sto di certo parlando delle conseguenze o eventuali reati
commessi, non sono di certo di mia competenza ma certamente della Magistratura
SI! 
Quindi Signor Portobello
cerchi di avere un pò più di rispetto verso le ISTITUZIONI, non vi è stato ad
Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.




dorma tranquillo e non si senta preoccupato circa: 
"Non vorrei
ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino
casa"


Con rispetto


Pino Ciampolillo
  
Forze dell’ordine e prefettura hanno chiesto l’accesso agli
atti del Comune di Isola delle Femmine rischio scioglimento per infiltrazioni
mafiose




ISOLA
DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri ieri in municipio per visionare atti




L'accesso
disposto dalla Prefettura. Si rischia lo scioglimento
Carabinieri della
compagnia di Carini, Finanzieri del comando provinciale e funzionari della
prefettura di Palermo ieri pomeriggio hanno effettuato un accesso agli atti al
comune di Isola delle Femmine. L'attività è stata disposta dalla Prefettura di
Palermo su imput del ministero degli Interni. Sui documenti passati al setaccio
dalle forze dell'ordine al momento vige il massimo riserbo. Le operazioni di
verifica sono scattate dopo le 14. Una lunga visita che ha ufficialmente aperto
l'accesso, il primo passo che potrebbe portare allo scioglimento del Comune.
C'è il sospetto di infiltrazioni mafiose, funzionari e investigatori hanno tre
mesi di tempo, poi dovranno redigere una relazione che sarà inviata al
ministero degli Interni. Poi la decisione spetterà al consiglio dei ministri.
Ma cosa cercavano le forze dell'ordine ieri in municipio ? Sicuramente sono stati
esaminati gli atti amministrativi compresi quelli dell'ufficio tecnico e, a
quanto pare, proprio in questo settore gli investigatori cercano qualcosa.
Siamo tranquilli ma anche arrabbiati – ha detto il sindaco Gaspare Portobello
al Giornale di Sicilia – da anni lottiamo per la legalità e contro il malaffare
non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile. Speriamo che si faccia
chiarezza al più presto”.

 

 

Isola delle Femmine,
consiglio comunale sciolto per mafia



9 novembre 2012 - Il Consiglio dei ministri ha sciolto
il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per
le infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo scorso 16 aprile,
l’arrivo nella cittadina del Palermitano della Commissione prefettizia di
accesso agli atti amministrativi aveva lasciato paventare che ciò accadesse.
Adesso è arrivata la
conferma definitiva. 


Gaspare Portobello, il primo cittadino, si dice “amareggiato e sbigottito” ed
annuncia battaglia: “Aspetto di leggere la relazione del Consiglio dei
Ministri, e subito dopo farò ricorso al Tar. In questi mesi non mi sono dimesso
perché è giusto che io continui a lottare per dimostrare che Isola non ha
niente a che fare con la mafia”. 




Portobello prosegue poi nell’analisi di quanto accaduto: “Tutte le mie azioni
da sindaco sono state improntate alla legalità. Ma ho pagato per aver detto
troppi ‘no’, come nel caso dell’antenna per il controllo wind-shear
all’aeroporto Falcone-Borsellino“.
Il riferimento è alla
‘disputa’ relativa al progetto dell’Enav che prevederebbe l’installazione nella
ex base militare dismessa fuori Isola, di un antenna per il controllo della
velocità e della direzione del vento, fenomeno che caratterizza fortemente lo
scalo palermitano, situato tra il mare e la montagna. Portobello si è negli
anni fortemente opposto al progetto adesso bloccato, denunciando, insieme ai
cittadini di Isola delle Femmine, la possibilità del verificarsi di rischi per
la salute degli abitanti del circondario, oltre al grave impatto ambientale che
l’impianto avrebbe determinato.


Il clima che negli ultimi mesi si è respirato in seno al Consiglio comunale di
Isola non è stato dei migliori. Come se non bastasse, a metà ottobre, Vincenzo
Dionisi, vicepresidente del Consiglio comunale ha scritto all’assessorato
regionale Enti locali, al prefetto di Palermo e alla Procura della Repubblica
di Palermo per porre denunciare “l’ennesimo caso di superficialità di poco
rispetto delle regole di trasparenza perpetrato dalla Giunta Portobello”. Nella
missiva di parlava di “provvedimenti illeggittimi” relativi alla Commissione
elettorale comunale.


Gaspare Portobello puntualizza ancora in merito “ad un clima di odio ed
ostilità” del quale sarebbe vittima. Nella primavera dello scorso anno,
Portobello era stato violentemente aggredito a colpi di spranga da due uomini
mentre faceva ritorno alla propria abitazione. “Quello – conclude – è stato il
segno tangibile che le mie battaglie contro la criminalità organizzata e per la
trasparenza e la legalità hanno dato fastidio a molte persone”.



A cura del Comitato Cittadino
Giustizia Sociale e Libertà di Isola delle Femmine




Carmelina GUARNERI   componente della Commissione straordinaria per la gestione del Comune di Isola delle Femmine (PA), in sostituzione di Matilde Mulè



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