"Senza una nuova coscienza noi, da soli, non ce la faremo mai "





Rocco Chinnici

lunedì 12 settembre 2011

Quei beni non sono di Madonia

Fonte: Giornale di Sicilia 10 Dicembre 2010

"Quei beni non sono di Madonia"
Restituiti a un presunto prestanome

"Loro lo sanno che abbiamo queste core! Non facciamo che questi tre mascalzoncelli che sono, ne fanno cattivo uso! Questa cosa (devono, ndr) curarla, vederla come se fosse una cosa loro". A parlare e il boss Salvatore Madonia che, da detenuto, nell' ottobre del 2006, impartisce ordini alla moglie, Maria Angela Di Trapani, circa la gestione di alcuni beni, quelli intestati alla famiglia della Zia Bebi, ovvero Vincenzo D'Arpa, classe 1931, poi deceduto, e dunque passati alla moglie, Vincenza Collura, ai figli Massimiliano e Pietro, al nipote Vincenzo (che all' epoca aveva solo 16 anni). "Quanta bili" per quei otre fazzoletti di terra" in passaggio del Coniglio, a Isola delle Femmine, con villette, magazzini e un capannone che Madonia nelle intercettazioni rivendica come suoi ("Tutto, dal basso verso l'alto"), proprio net punto a ridosso dell' autostrada dove avvenne la strage di Capaci. Di diverso avviso gli eredi D'Arpa, indagati per fittizia intestazione di beni, secondo i quali il boss sarebbe il reale proprietario solo di un paio di magazzini e di due pezzetti di terra.
La sezione misure di prevenzione del tribunale (collegio presieduto da Fabio Licata) ha sciolto il dubbio, in favore di Zia Bebi. Saranno cosi restituiti ai presunti prestanome D'Arpa (difesi dall' avvocato Michele Giovinco) tre villette, due appartamenti, diversi magazzini, un capannone e un terreno perche "almeno allo stato - scrivono i giudici - non risultano raggiunti da alcun elemento concreto di sospetto sulla riconducibilità a membri della famiglia Madonia".
Eppure, durante i colloqui in carcere, il boss teme, si arrabbia, minaccia, spiega piu volte alla moglie, incaricata di gestire gli affari durante la sua detenzione, come stanno le cose, perche non si faccia prendere in giro dal mascalzoncello. "Dove li hanno presi i soldi loro? Da dove gli sono venute? Nemmeno si potevano comprare - dice Madonia - un collare! (...) Questi (D'Arpa, ndr) proprio non avevano niente...completamente. Io, ho pre-so... ho fatto... ma sono dei mascalzoni (...) Questo e tutto il rispetto? Questo mi merito io?o. Lui che avrebbe pagato. Fior di quattrini. Esattamente 255 milioni di lire, sono tre pezzi...venticinque (milioni, ndr), trenta e duecento! Tutte cose". E ci sarebbe anche o la casa in montagna, come la chiama Riccardo, il figlio della coppia. Si tratta di una struttura in costruzione che si trova proprio sotto al tristemente famoso casolare con la scritta No mafia, che domina dall'alto l'autostrada Palermo-Trapani. "Non tradirei il segreto di  papà - dice Maria Angela al figlio - quando poi sei grande la prendi tu, perche e nostra, mi dimenticalo, capito? (...) altrimenti ce la levano".
Ma i tentativi della donna di far ragionare i D'Arpa vanno a vuoto. Anzi la famiglia di Zia Bebi tenta di convincerla che da quelle parti non avrebbe neppure o il passaggio (o che la smettano, devo dirgli pure grazie che mi da il passaggio, impreca Madonia, ogli dici, dovete pregare che Salvo muore in carcere (...) vi giura sulla cosa più santa che avete (..) fra 100 anni, 150 anni... vi stermina a tutti!»). "Negano le evidenze - gli scrive Maria Angela - delle nostre disgrazie ne hanno fatto it loro tornaconto (...). Non si godranno niente - sentenzia - suo marito (Vincenzo D'Arpa, ndr) a morto col cancro, lei (Vincenza Collura, ndr) ha l'Alzheimer, a quei sifilitichi e vermi viscidi dei figli più bastardi di come sono non potevano essere". I giudici hanno deciso diversamente.

Sandra Figliuolo


EMEROTECA ASSOCIAZIONE MESSINESE ANTIUSURA ONLUS
http://www.siciliaantiusura.it/filedown.asp?s=36116&l=2



N. 01061/2010 REG.ORD.SOSP.
N. 02001/2010 REG.RIC.           

REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 2001 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:


Mario D'Arpa e Vincenzo D'Arpa, rappresentati e difesi dagli avv. Patrizia Stallone e Marco Sirna, con domicilio eletto presso lo studio del primo sito in Palermo, via Antonio Veneziano 69;


contro
Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso dall'avv. Saverio Lo Monaco, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv.Saverio Lo Monaco sito in Palermo, via dei Biscottari, 17;
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
QUANTO AL RICORSO INTRODUTTIVO:
- della nota del 23.8.10 prot. n. 0011495 con la quale e' stata dichiarata nulla ed inefficace la concessione edilizia in sanatoria n. 11 del 9.5.08;
- di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguenziale;
E PER LA CONDANNA
dell' Amministrazione resistente al risarcimento dei danni arrecati ed arrecandi ai ricorrenti;
QUANTO AL RICORSO PER MOTIVI AGGIUNTI:
-dell’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi n.72 dle 3/11/2010;
-di tutti gli atti presupposti e comunque connessi,
E PER LA CONDANNA
al risarcimento dei danni arrecati ed arrecandi.


Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T.;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente con entrambi i mezzi;
Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2010 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;


RITENUTO che rispetto allo stato giuridico dei luoghi come certificati dal Comune nei provvedimenti gravati, parte ricorrente documenta come nelle more è intervenuto il provvedimento di dissequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria ordinaria, versato in atti;
CONSIDERATO quanto dedotto alla presente adunanza camerale dalla difesa dei ricorrenti, per ciò che concerne il ricorso introduttivo, in relazione al ritenuto consolidamento in capo all’originario istante (il fù D’Arpa Vincenzo, classe 1931, deceduto il 10/08/2007) atteso anche l’utilizzo nel 2005 dell’istituto di cui all’art.17 L.R.4/2003 (prot.1626 del 15/3/2005);
Considerato che sul punto la difesa del comune resistente si è limitata a contestare che comunque dalla data di presentazione di detta istanza sarebbero occorsi comunque nuovi temrini per il consolidamento tacito della concessione in sanatoria;
Ritenuto quanto invece differentemente dispone sul punto il co.2 art.17 L.R.4/2003, anche in combinato disposto con il successivo co.6 del medesimo articolo;
Considerato altresì che risulta non contestato dalla medesima difesa dal Comune quanto dedotto dai ricorrenti in ordine all’avvenuto deposito presso l’Ente di copia della dichiarazione di successione;
Considerato altresì la natura del provvedimento impugnato con il ricorso per motivi aggiunti ed attesa la tipologia degli interventi edilizi contestati;
Ritenuto che, alla stregua delle considerazioni che precedono e delle censure dei ricorrenti, sussistono i presupposti per la concessione della invocata misura cautelare e che alle esigente dei ricorrenti è possibile ovviare, quale mezzo più idoneo, intimando all’Amministrazione di procedere al riesame di tutta la res controversa;
Considerato di poter compensare tra le parti le spese di lite della presente fase cautelare, stante altresì l’obbligo ri-esercizio del potere cui è tenuta l’Amministrazione in forza della presente ordinanza;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) accoglie, nei sensi di cui in motivazione, la domanda cautelare proposta con il ricorso introduttivo e con il ricorso per motivi aggiunti e per l'effetto:
a) sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati con entrambi i mezzi ai fini del riesame da parte dell’Amministrazione competente, per come in motivazione riportato;
b) fissa per la trattazione di merito del ricorso la prima udienza pubblica del mese di Maggio 2012, ore di rito.
Compensa le spese della presente fase cautelare.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2010 con l'intervento dei magistrati:
Nicolo' Monteleone, Presidente
Cosimo Di Paola, Consigliere
Roberto Valenti, Primo Referendario, Estensore
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 26/11/2010
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%202/2010/201002001/Provvedimenti/201001061_05.XML



Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia
Sede di Palermo
Dettaglio del Ricorso
Num. Reg. Gen.: 2001/2010
Data Dep.: 15/11/2010
Sezione: 2 
Oggetto del ricorso: DINIEGO CONCESSIONE EDILIZIA IN SANATORIA
Istanza di fissazione:
Istanza di prelievo: NO
Ricorrenti/Resistenti
Tipo RICORRENTE
Nome Cognome / Istituzione  D'ARPA MARIO
Tipo RICORRENTE SECONDARIO
Nome Cognome / Istituzione D'ARPA VINCENZO
Tipo  RESISTENTE
Nome Cognome / Istituzione COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN PERSONA DEL SINDACO P.T.  
Avvocati SAVERIO LO MONACO
MARCO SIRNA
PATRIZIA  STALLONE
MARCO SIRNA
PATRIZIA  STALLONE
Atti Depositati
N.Protocollo 2010012298
Deposito 23/11/2010
Tipo Parte RESISTENTE
Parte COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN PERSONA DEL SINDACO P.T.
Atto Depositato  MEMORIA DI COSTITUZIONE  
Atti Depositati 6
N.Protocollo 2010012308
Deposito 23/11/2010
Tipo Parte RICORRENTE
Parte  D'ARPA MARIO
Atto Depositato DEPOSITO > DOCUMENT
Atti Depositati 1
N.Protocollo 2010002975
Deposito 15/11/2010
Tipo Parte RICORRENTE
Parte D'ARPA MARIO
Atto Depositato  DOMANDA > FISSAZIONE UDIENZA
Atti Depositati 0
N.Protocollo 2010011902
Deposito 15/11/2010
Tipo Parte RICORRENTE
Parte  D'ARPA MARIO
Atto Depositato  MOTIVI AGGIUNTI > RICHIESTA MISURA CAUTELARE
Atti Depositati 0
N.Protocollo 2010011900
Deposito 15/11/2010
Tipo Parte RICORRENTE
Parte  D'ARPA MARIO
Atto Depositato MOTIVI AGGIUNTI > RICHIESTA MISURA CAUTELARE
Atti Depositati  9
Provvedimenti Collegiali


Esito ACCOGLIE
Tipologia ORDINANZA CAUTELARE
Data Provvedimento 26/11/2010
Numero 201001061

Provvedimenti Monocratici
Nessun decreto

Udienze
Data fiss. udienza:   26/11/2010
Tipologia udienza:  CAMERA DI CONSIGLIO

Relatore: ROBERTO VALENTI
Tipologia del relatore: PRIMO REFERENDARIO
Secondo componente: NICOLO' MONTELEONE
Tipologia componente: PRESIDENTE
Terzo componente: COSIMO DI PAOLA
Tipologia componente: CONSIGLIERE




COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PROVINCIA DI PALERMO

SANATORIA EDILIZIA – ABUSIVISMO - CONTROLLO DEL TERRITORIO

 

 

ORDINANZA N°72 del registro delle Ordinanze DEL 3 Novembre 2010

Oggetto: Ordinanza RIPRISTINO stato dei luoghi a carico di:
1.  D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4,proprietario;
2.  D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4, conduttore;

IL RESPONSABILE DEL 1° SERVIZIO

Visto il verbale di sopralluogo protocollo n°14430 del 22/10/10 redatto dalla locale stazione dei Carabinieri congiuntamente alla all'Ufficio Tecnico con il quale è stato accertato che i lavori effettuati nel capannone sito in questo passaggio del Coniglio n° 6 sono stati realizzati in assenza di Autorizzazione Edilizia;
Accertato che il proprietario del capannone sito in questo comune in passaggio del Coniglio n° 6, censito  in catasto al foglio di mappa n° 4 particelle n °241, subalterno n°1 è D'Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4;
Considerato che il capannone in cui è stato realizzato l'abuso è sottoposto a misure di prevenzione su decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Palermo il 26/10/09 n° 39/09 e trascritto il 02/11/09;
Visto la richiesta di Autorizzazione per la realizzazione di un impianto di autolavaggio protocollo n° 5391 del 15/04/10 inoltrata da D'Arpa Pietro nato a Palermo il 01/01/60, D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82, D’Arpa Massimiliano nato a Palermo il 01/05/71 e  Collura Vincenza nata a Palermo il 01/12/37, per la quale questo ufficio ha emesso diniego con provvedimento protocollo n° 11495 del 23/10/10 in quanto i soggetti richiedenti non risultano legittimati ad eseguire le di manutenzione straordinaria ed inoltre perchè l'imobile sottoposto a sequestro;  
Accertato che i lavori abusivi sono stati realizzati dal conduttore dell'autolavaggio D'Arpa Maio così come dallo stesso riferito;
Ritenuto che il responsabile dell'abuso è anche proprietario D'Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4;
Rilevato che gli abusi consistoni in:
  • in una diversa distribuzione interna del capannone;
  • in un istallazione di un impianto di autolavaggio;
  • chiusura di una finestra su corte interna;
  • istallazione, in adiacenza al capannone, di tre cisterne completamente interrate ad uso depurazione acque impianto di autolavaggio e relativi filtri esterni;
Rilevato che le opere risultano realizzate in:
Rilevato che, alla luce di quanto su esposto si ravvisa la violazione dell vigente legge urbanistica di cui all'articolo n 10 della Legge 47/85;
Vista la legge del 29/06/39 n° 1497e successive modifiche e integrazioni;
ORDINA A
·        D’Arpa Mario nato a Palermo il 24/08/82 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4, conduttore;
·        D’Arpa Vincenzo nato a Palermo il 20/10/92 e  residente a Isola delle Femmine in passaggio del Coniglio n° 4,proprietario;


LA RIMESSA IN PRISTINO DELLO STATO DEI LUOGHI a propria cura e spese di quanto realizzato in assenza di Concessione Edilizia e qui di seguito elencato:


  • in una diversa distribuzione interna del capannone;
  • in un istallazione di un impianto di autolavaggio;
  • chiusura di una finestra su corte interna;
  • istallazione, in adiacenza al capannone, di tre cisterne completamente interrate ad uso depurazione acque impianto di autolavaggio e relativi filtri esterni;
nel capannone sito in questo passaggio del coniglio n° 6 entro il termine perentorio di giorni NOVANTA dalla notifica del presente provvedimento, con l'avvertenza che, in difetto, si procederà all'applicazione delle disposizioni e delle sanzioni previste dalla Legge 47/85 e Legge Regionale 37/85 e successive modifiche e integrazioni. 

DISPONE
Che copia del presente provvedimento venga notificata agli interessati e comunicata alla Procura della Repubblica presso la Pretura circondariale di Palermo, Tribunale di Palermo (sezione Misure di Prevenzione), al dr. Scimeca Alessandro, al Servizio di Igiene Pubblica, all’Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, all’Ufficio del Genio Civile, alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, al Segretario Comunale, al Comando Stazione Carabinieri di Isola delle Femmine, al Comando di Polizia Municipale, al Messo Notificatore del Comune di Isola delle Femmine.
Gli Agenti di Polizia Municipale sono incaricati della vigilanza e dell’esecuzione della presente ordinanza. Il presente provvedimento può essere impugnato, ai sensi della legge 06.12.1971 n°1034, avanti al Trib unale Amministrativo Regionale, entro SESSANTA giorni dalla data di notificazione dello stesso.
Il Responsabile del 3° Servizio
Arch. Giovanni Albert
Il Responsabile del 1° Servizio
Arch Valguarnera Sergio
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
ISOLA DELLE FEMMINE
AL SINDACO
DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
AL RESPONSABILE
SETTORE TECNICO URBANISTICO
Oggetto: Interrogazione al Sindaco
I sottoscritti, consiglieri comunali del gruppo consiliare Rinascita Isolana, ai sensi dell’art. 9 commi 7 e ss, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale,
CHIEDONO
Risposta verbale del Sindaco – da tenersi alla prossima seduta del Consiglio Comunale – in merito al seguente argomento:
-Annullamento della concessione edilizia in sanatoria  n 11 del 2008
Atteso che il 23.08.2010, il Resp. III Settore f.f. procedeva all’annullamento della c.c. n. 11/2008 e al diniego dell’autorizzazione edilizia per la realizzazione di un’attività di autolavaggio presso Passaggio del Coniglio, 6.
Il Sindaco chiarisca:
-             Perché, dinanzi alle ripetute osservazioni del gruppo “Rinascita Isolana”. non si è attivato per verificare la fondatezza della notizia del sequestro di beni disposto nei confronti dei parenti di D’Arpa Sandro, che lo stesso Portobello ha designato quale capo dell’UTC?
-             Perché solo il 13.05.2010 il Comune di Isola delle Femmine ha proceduto alle visure siugli immobili di Passaggio del Coniglio, 6?
-             Dal 13 maggio ad oggi quali controlli sono stati disposti dalla Polizia Municipale sugli immobili e sulle attività commerciali in questione?
-             Perché le visure del 13.05.2010 sono state richieste dal consigliere comunale Dionisi Vincenzo?
-             Con quale provvedimento gli è stato conferito tale incarico?
-             Essendo egli un geometra che segue diverse pratiche edilizie in Isola delle Femmine, perché avrebbe dovuto apprendere dati così delicati riguardo ai familiari dell’Arch. D’Arpa?
-             Perché gli esiti di tali accertamenti non sono stati in nessun modo comunicati al Consiglio Comunale?
Isola delle Femmine, 08/09/2010
I Consiglieri Comunali
Protocollo 12142 8 settembre 2010










Al Banco Emiliano Romagnolo (BER) depositi congelati


Caos al piccolo istituto bolognese, in amministrazione straordinaria. I clienti non possono ritirare ne' soldi dai propri conti, ne' titoli, ne' strumenti finanziari. La Banca d'Italia parla di "circostanze eccezionali" e "insufficienza delle disponibilità liquide a far fronte alle passività in scadenza".

Pubblicato il 12 dicembre 2010 | Ora 23:24

   Ecco il comunicato della Banca d'Italia:

In data 6 dicembre 2010 i Commissari straordinari del Banco Emiliano Romagnolo "BER" (BO), in amministrazione straordinaria, con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza e previa autorizzazione della Banca d’Italia, hanno deliberato la sospensione del pagamento delle passività di qualsiasi genere e della restituzione degli strumenti finanziari alla clientela, ai sensi dell’art. 74 del d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 (TUB), per il periodo massimo di un mese, fatte salve eventuali proroghe.

La misura si è resa necessaria stante il ricorso di circostanze eccezionali, che si sostanziano nell’insufficienza delle disponibilità liquide a far fronte alle passività in scadenza e nell’impossibilità di attivare canali alternativi di sostegno finanziario.

Nel corso della procedura gli Organi straordinari hanno esperito numerosi tentativi per portare a soluzione la situazione di grave tensione finanziaria della banca, manifestatasi sin dall’avvio dell’amministrazione straordinaria e, con la supervisione della Banca d’Italia, stanno operando per portare a compimento, quanto prima, un piano di intervento che, con il sostegno del Fondo
Interbancario di Tutela dei Depositi e delle banche creditrici, realizzi la salvaguardia degli interessi della clientela.



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Il Banco Emiliano Romagnolo "é in amministrazione straordinaria e non è in liquidazione". A specificarlo è stato il commissario Fernando De Flaviis, che questa mattina ha incontrato il pm della procura di Bologna, Antonello Gustapane, che ha da tempo aperto un'inchiesta sulla Banca commissariata, che vede indagate 13 persone per truffa, infedeltà patrimoniale a riciclaggio. L'ipotesi dell'inchiesta di Gustapane è che ingenti somme di denaro siano state portate a San Marino. L’istituto si caratterizza per la clientela piuttosto facoltosa tra cui anche gli eredi di Luciano Pavarotti.
Nella bufera la cassa dei Paperoni. (03/12/2010) Fonte: sanmarinotv.sm

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Tre inchieste su Ber Banca per denunce dei clienti e di una funzionaria

di Luigi Spezia (La Repubblica - Bologna)

Bufera su Ber Banca, la banca dei "Paperoni", non solo commissariata un anno fa, ma alle prese addirittura con tre inchieste della Procura di Bologna. Una piccola banca nata sotto i migliori auspici sta passando una tempesta giudiziaria, dopo quella capitata a Delta Banca, rimasta invischiata nei rapporti poco chiari con San Marino.

Una delle inchieste parte dalla denuncia dei vertici della banca nei confronti di una funzionaria, licenziata poco prima dell' inizio dell' ispezione della Banca d' Italia, che ha dato poi il via al commissariamento. La funzionaria, accusata di aver commesso dei falsi, non ha accettato la "punizione" e ha presentato una controdenuncia contro i vertici della banca specializzata in «private banking», che ha un unico sportello tra via Farini e via Castiglione e 50 dipendenti e che accettava investimenti a cominciare da un miliardo di lire. La funzionaria ha esposto una serie di irregolarità, sulle quali indagano da mesi i pm Antonello Gustapane e Antonella Scandellari.

Tutto è cominciato comunque da molti esposti presentati dai clienti, per i quali è sotto attenzione il comportamento dell' ex direttore Paolo Lelli, ex Carisbo. L' inchiesta iniziale su Ber Banca - prima del commissariamento presieduta da Alberto Maffei Alberti, nella quale hanno investito anche gli eredi Pavarotti - era relativa alle forti perdite. Si parla in particolare di investimenti in derivati finiti malissimo e che hanno portato a concedere affidamenti all' insaputa dei clienti per coprire i buchi.

Alla fine, alcuni clienti non solo hanno perduto milioni di euro, ma si sono indebitati con la banca senza saperlo. Ma si parla anche di delibere di affidamentoe di firme non regolari. Sullo sfondo, c' è la scadenza del commissariamento, iniziato il 21 luglio scorso per «irregolarità gestionali». Il destino del piccolo istituto è tutto da scrivere: il commissario potrebbe essere prorogato oppure la banca potrebbe essere venduta. (17 giugno 2010)
 (BER)

http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1052442

Segnalazione


"Voglio segnalare che il Banco Emiliano Romagnolo è stato bloccato dalla Banca d'Italia e che tutti i conto correnti sono stati congelati per evitare che tutti ritirino i soldi. Stanno cercando di vendere la banca al gruppo Intesa, non si sa altro. E dicono che fino al 7 gennaio non si saprà nulla. Passeranno le vacanze di Natale serene, loro! E non per il freddo... Mi ritrovo come tante altre persone a non poter ricevere bonifici, stipendi, addebiti e neanche ritirare contanti allo sportello. Il tutto senza preavviso e tenendo tutto nascosto. Ancora sui giornali non si legge niente.Chiamate direttamente voi in banca per vedere che è tutto vero:

0514135595 - 0514135539

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